E il decreto si porta via la privacy dei cittadini

call-center27feb2007Il Registro Pubblico delle Opposizioni dovrebbe tutelare la privacy. Ma non sembra essere così

ROMA – Alla faccia della tutela dei cittadini! Forse pochi sanno che il ministero dello Sviluppo Economico si è da poco inventato un registro (Registro Pubblico delle Opposizioni), operativo dal 1° febbraio, nel quale un abbonato, presente nell’elenco telefonico pubblico, potrà iscriversi se non desidera più essere contattato da operatori di telemarketing; in caso contrario varrà il principio del “silenzio assenso”.

Secondo le due associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, la logica vorrebbe esattamente il contrario e non valere la regola del “silenzio assenso”. Per stare veramente dalla parte dei consumatori, hanno sottolineato, bisognava far sì che chi non si iscriveva era automaticamente escluso dalla lista in mano agli operatori commerciali. Invece no, da noi le cose non si sa perché si rendono sempre difficili e ingarbugliate per la vita di noi poveri cittadini.

Per questo Adusbef e Federconsumatori, oltre a chiedere che il registro sia affidato al Garante della Privacy, invece che ad una fondazione privata (FUB) digiuna delle norme a garanzia della tutela della riservatezza dei dati dei cittadini, chiedono una proroga di almeno tre mesi, per evitare che da domani, il telemarketing selvaggio, possa molestare milioni di cittadini rei di essere titolari di un’utenza telefonica  e che non hanno dato alcun consenso ad essere importunati, che hanno il sacrosanto diritto di essere lasciati in pace, almeno tra le mura domestiche.

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