I vincitori del concorso del Maxxi

Il-Maxxi

Rossella Biscotti ha vinto il premio Italia Arte Contemporanea con l’opera “Il processo”. Il premio è rivolto ad artisti italiani con meno di 45 anni

 

di Maria Grazia Tolomeo

ROMA – Sono quattro i finalisti del Premio Italia Arte Contemporanea del MaXXI. Vincitrice del concorso è risultata Rossella Biscotti; premi speciali sono andati invece al film di Gianluca e Massimiliano De Serio e ai due lavori di Rosa Barba e Pietro Golia. I quattro giovani artisti contemporanei esporranno i propri lavori al museo fino al prossimo 20 marzo.

Il Premio, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, rappresenta una delle rare e qualificate operazioni del sistema museale italiano dedicato al contemporaneo. Circa 27 direttori di Musei contemporanei italiani hanno selezionato gli artisti tra i quali una giuria internazionale presieduta da Lorenzo Bini Smaghi ha scelto i quattro finalisti. A ognuno di essi il Museo MaXXI ha commissionato un lavoro per la cifra di 10.000 euro, esclusi i costi dei video e dell’allestimento. Valore totale dell’operazione, viaggi e ospitalità per i curatori e per la giuria, allestimento, ufficio stampa, promozione, è stato di circa 200.000 euro.

Il progetto del Museo si è rivelato molto importante per i giovani artisti italiani che hanno pochissime occasioni di far vedere a operatori internazionali il loro lavoro; con la conseguente esclusione nell’ambito delle più importanti rassegne. Il lavoro della vincitrice Rossella Biscotti, è costituito da una installazione sonora e da una sala con calchi di elementi costituenti la ex Accademia della Scherma del Foro Italico poi diventata il bunker di numerosi processi sul terrorismo, tra cui quello ad Autonomia operaia del 7 aprile 1979, una sorta di “monumento” agli anni di piombo, con un alto valore di memoria e monito per il futuro.

Una menzione speciale è andata al film dei torinesi De Serio che indaga l’accoglienza nei confronti dei rifugiati somali da parte degli italiani in un edificio- bunker di Torino. Degli altri due finalisti, il lavoro di Rosa Barba rivela, con un poetico video, i polverosi magazzini in cui si conservano molti reperti del patrimonio artistico italiano. Pietro Golia avrebbe voluto essere visibile all’esterno del Museo con un’installazione, ma difficoltà tecniche ne hanno impedito il “trasloco”.

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