Luce e acqua, rinnovato il contratto nazionale di lavoro

gasIl risultato dopo 13 mesi di trattative e in un momento di forte incertezza. Soddisfazione del mondo sindacale

È stato rinnovato, dopo 13 mesi di difficili trattative, il contratto nazionale di lavoro del settore gas e acqua, scaduto il 31 dicembre 2009. Un risultato raggiunto dai sindacati anche grazie a 16 ore di sciopero, che avrebbero impresso una svolta importante, consentendo lo sblocco dei lavori.

Il contratto realizza importanti risultati: tra questi, l’introduzione della clausola sociale anche per via contrattuale, il rafforzamento delle relazioni industriali tramite la costituzione di un osservatorio nazionale che approfondirà i temi legati al quadro normativo di settore, la riconferma dell’unicità dei minimi tabellari e delle decorrenze degli aumenti, l’introduzione di venti nuovi profili professionali, l’introduzione dell’assistenza sanitaria integrativa.
“Si tratta di un rinnovo molto importante – spiega la Filctem Cgil, Federazione Italiana Lavoratori Chimica, Tessile, Energia e Manifatture – perché oltre ad inserirsi in un momento particolarmente difficile per l’economia del paese e nell’imminenza di una trasformazione dell’assetto del settore, riesce a completare il percorso del contratto unico iniziato nel 2002”.

“Il confronto – continua la Cgil – ha risentito del deterioramento progressivo dei rapporti fra le organizzazioni sindacali, comprese quelle di settore, in precedenza mai determinatosi, con un marcato disinteresse da parte di una organizzazione sindacale, che ha determinato la dilazione dei tempi del confronto.”

Sulla trattativa, lo dicevamo, ha inciso profondamente il mutamento del quadro normativo, che vede situazioni “in divenire” sia per il comparto del gas che per quello idrico. In particolare, per il gas si è giunti al termine del periodo transitorio previsto dalla legge Letta, e già con l’inizio dell’anno è partita la stagione delle gare per la concessione del servizio di distribuzione, della durata dei prossimi 12 anni. Per quanto riguarda l’acqua, invece, è intervenuta la legge Ronchi che determina un processo di privatizzazione e crea una nuova fase all’interno della quale riandranno a gara gran parte delle attuali concessioni, determinando una grandissima fase di incertezza nel settore, aggravata anche dalla previsione dell’effettuazione dei referendum.

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