Olimpiadi 2020, Mario Pescante alla guida del Comitato promotore

Pescante_Mario_Adn170505--400x300La designazione del vicepresidente del Cio dopo il rifiuto di Montezemolo, Letta e Alessandri

 

 

ROMA – Mario Pescante è il nuovo presidente del Comitato promotore per le Olimpiadi di Roma 2020. L’annuncio arriva a sorpresa, dopo il rifiuto di Luca Cordero di Montezemolo, che proprio stamane aveva ufficializzato la propria rinuncia alla presidenza dei Comitato. Pescante, attualmente vicepresidente del Comitato olimpico internazionale e deputato Pdl, ha reso nota la propria disponibilità al termine di un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.

Pescante, che aveva ricoperto l’incarico di commissario straordinario dal governo in occasione dei Giochi invernali di Torino 2006, e dei Giochi del Mediterraneo organizzati a Pescara nel 2009, dovrà probabilmente rinunciare alla vicepresidenza del Cio per traghettare l’Italia verso il traguardo olimpico.

La nomina giunge al termine di una mattinata movimentata, cominciata con la defezione di Luca di Montezemolo, un rifiuto preceduto da quelli di Gianni Letta e Nerio Alessandri. Il presidente della Ferrari si era detto costretto alla rinuncia a causa della mancanza di alcuni presupposti indispensabili alla realizzazione del progetto, che egli aveva individuato nel pieno sostegno del governo, nella disponibilità di risorse adeguate e nel sostegno bipartisan del Paese.

E proprio su una possibile designazione di Pescante aveva espresso le proprie riserve, in mattinata, il Partito Democratico, attraverso le dichiarazioni di Roberto Morassut, che aveva parlato di una candidatura dal “netto carattere politico”.

Di parere opposto il presidente del Coni Gianni Petrucci, secondo cui la nomina di Pescante rappresenta “una scelta di alto profilo sportivo, che riguarda una persona che ha fatto degli ideali del movimento olimpico la sua ragione di vita”.

Nel frattempo, questa sera Mario Pescante parteciperà a Palazzo Chigi a una riunione alla presenza di Gianni Letta, del sindaco di Roma Gianni Alemanno e dello stesso Petrucci.

 

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