Vola l’inflazione, benzina alle stelle

carburanti-aperturaI dati diffusi dall’Istat fanno segnare una forte crescita dell’inflazione, con livelli record. Vola il prezzo dei carburanti, +11,8% rispetto allo scorso anno. Trend positivo invece sui conti pubblici: il Pil cresce dell’1,3%. Il ministro Tremonti: “Così si va nella giusta direzione”

Il mese di febbraio 2011 ha fatto registrare una forte crescita dell’inflazione, che secondo i calcoli provvisori si è attestata al 2,4 per cento, con una crescita dello 0,3 per cento rispetto a gennaio. Si tratta di un record, considerato un livello più alto (2,7 per cento) era stato toccato soltanto nel novembre del 2008. Notizie positive arrivano invece dalle rilevazioni Istat per il 2010 in rapporto alla situazione economica del Paese nell’anno precedente: i dati relativi al rapporto deficit-Pil, alla pressione fiscale e alla crescita del Pil segnano un complessivo miglioramento.

In particolare, per quanto riguarda l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), a febbraio 2011 è aumentato dello 0,3 per cento rispetto a gennaio 2011 e del 2,4 per cento rispetto al febbraio 2010. Sul dato hanno pesato soprattutto gli aumenti dei carburanti e quelli dei beni primari come i generi alimentari. In forte crescita il prezzo della benzina, che a febbraio è aumentato dello 0,8 per cento su base mensile e dell’11,8 per cento se rapportato al periodo annuo. Sale anche il prezzo del gasolio per riscaldamento, con un tasso di crescita dell’1,8 per cento sul mese e del 17,2 per cento sull’anno. Tra gli alimenti, il pane aumenta dello 0,3 per cento sul mese e dell’1,2 per cento sull’anno. Vola anche la frutta fresca, che è salita dell’1,8 per cento rispetto a gennaio e del 2,4 per cento rispetto a febbraio dello scorso anno.

Dati incoraggianti arrivano invece dalla crescita del Pil, nel 2010, dell’1,3 per cento. Il dato è migliore di quanto previsto dal governo che, nella decisione di finanza pubblica, aveva indicato un +1,2 per cento. Alla crescita hanno contribuito per 0,6 punti percentuali i consumi delle famiglie residenti, mentre la spesa della pubblica amministrazione ha segnato un -0,1 punti percentuali. In calo di 0,4 punti anche la domanda estera.

Migliora, grazie ad un aumento delle entrate e alla diminuzione delle uscite, il rapporto deficit- Pil, che si è attestato al 4,6 per cento nel 2010. Per quanto riguarda le entrate, si segnala un aumento del 5,1 per cento, in gran parte causato, spiega l’Istat, “dalla crescita del gettito Iva dovuto all’applicazione delle norme per il contrasto dei crediti Iva inesistenti utilizzati in compensazione”.

Cala anche la pressione del fisco, attestatasi al 42,6 per cento nel 2010, ovvero cinque decimi di punto in meno rispetto al 43,1 per cento del 2009. Migliora, infine, l’avanzo primario, che l’anno scorso si è attestato a -0,1 per cento del Pil rispetto al -0,7 per cento del 2009.

Commentando i dati positivi diffusi dall’Istat, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha espresso la sua soddisfazione: “I buoni risultati di oggi sono la conseguenza dei buoni principi di sempre. Non abbiamo seguito le mode passeggere ma perseguito il bene comune. Con la bussola giusta, con i piedi per terra un passo dopo l’altro – ha aggiunto Tremonti – gli italiani e l’Italia stanno andando nella giusta direzione”.

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