Corte dei Conti Lazio verso giudizi più rapidi

corte-conti-lazio-sliderL’apertura dell’anno giudiziario. Il presidente Nottola: “Ricorsi in crescita”

 

ROMA – “Il flusso dei nuovi ricorsi è sempre rilevante, ma la definizione dei giudizi supera di gran lunga il numero dei nuovi arrivi”. Così il presidente della Corte dei Conti del Lazio, Salvatore Nottola, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, oggi a Roma.

In particolare, nell’arco dello scorso anno sono state pronunciate condanne per oltre cento milioni di euro, a fronte di richieste della Procura regionale per oltre 150 milioni. Inoltre, si è cercato di ridurre i tempi di fissazione dei giudizi, quantificati comunque in numero stabile nei confronti dell’anno precedente.

Si tratta di risultati “nel complesso favorevoli – ha spiegato Nottola – che dipendono dall’impegno costante dei magistrati e dalla fattiva e professionale collaborazione di dirigenti, funzionari e impiegati”. Nottola ha poi sottolineato che l’attività relativa ai giudizi di conto “nonostante il settore soffra per la carenza di personale, presenta indubbi progressi”, anche grazie al completamento dell’informatizzazione dell’area.

Il presidente Nottola ha poi affermato che “la natura pubblica degli interessi protetti, che sono rilevantissimi in quanto attengono alla difesa del patrimonio pubblico, dovrebbe indurre alla costruzione di un rigoroso sistema di accertamento degli illeciti e di ripristino delle risorse compromesse”. L’appartenenza dei possibili responsabili del danno alla pubblica amministrazione, ha portato secondo Nottola “ad introdurre un complesso di norme tendenti a creare una protezione intorno a loro”. Problematica che si potrebbe superare con la creazione di un testo normativo originale “che dovrebbe definire elementi e parametri della responsabilità amministrativa e relative condizioni di procedibilità”.

Non sembrano invece utili, ha poi aggiunto, “gli interventi normativi che, al di fuori di un organico disegno riformatore, aggiungono o tolgono competenze alla Corte, spostano la giurisdizione dall’uno all’altro ordine giudiziario, sottraggono fattispecie di danno erariale all’azione di risarcimento o riducono la capacità d’indagine del pubblico ministero”.

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