Siae: Gian Luigi Rondi, ultima spiaggia

gian-luigi-rondi-alla-presentazione-del-cartellone-di-l-altro-cinema-l-occhio-sul-mondo-di-roma-2008-93678Nominato commissario straordinario dell’ente deve cercare di ripianare gli 800 milioni di euro di debiti

 

di Nerina Stolfi

ROMA – “Ho accettato per amore della cultura”. Così Gian Luigi Rondi commenta la nomina a commissario straordinario della Siae deliberata oggi dal Consiglio dei Ministri; nominati anche due sub commissari, il professor Mario Stella Richter e l’avvocato Domenico Luca Scordino. “Mi é stato proposto ufficialmente questo incarico. L’ho accettato per amore della cultura – spiega Rondi – e perché mi è stato garantito che non è minimamente incompatibile con la mia presidenza alla Fondazione Cinema per Roma nel cui ambito stiamo già lavorando con il massimo impegno per organizzare la IV edizione del Festival del Film”.

Con la sua sciarpa bianca sempre intorno al collo, Rondi si trova ora di fronte al difficile compito di far tornare i conti a posto nell’Ente la cui vigilanza è sottoposta appunto al Consiglio dei Ministri e al ministero dei Beni Culturali. La situazione finanziaria della società è infatti allo stremo. Indebitata fino al collo (800 milioni di euro nei confronti dei suoi associati), dal 30 novembre scorso è anche senza presidente (l’avvocato Giorgio Assumma si dimise dall’incarico) con l’evidente impedimento di qualsiasi deliberazione circa le rilevanti questioni e il conseguente mancato funzionamento di un organo fondamentale della Società.

Ma forse la questione più importante, dopo aver cercato di risanare i bilanci, sarà quella di formulare una legge quadro nuova e organica che riveda completamente la concezione stessa del diritto d’autore e la sua gestione alla luce dell’evoluzione di internet.

Il curriculum di Rondi, veterano nel mondo dello spettacolo e della cultura, parla chiaro. Critico cinematografico di lunghissima esperienza, la cui voce autorevole appare da sessant’anni sulle pagine de “Il Tempo”, è stato negli anni presidente della Biennale di Venezia, nelle giurie dei festival di Berlino, Cannes, Rio de Janeiro. Dal 2008, chiamato dal neo-sindaco Alemanno, è presidente della Fondazione Cinema per Roma, che sovraintende alla Festival Internazionale del Cinema, nonché presidente dell’Accademia del Cinema Italiano, dell’ente David di Donatello e vice presidente dell’associazione Amici di Anna Magnani. Ha inoltre un passato come regista di documentari, molti negli anni Sessanta e Settanta, e come sceneggiatore, negli anni Cinquanta, lavorando principalmente con registi stranieri.

Non sarà facile dunque per “l’uomo del cinema” riuscire nell’impresa. La Siae è infatti al suo secondo commissariamento (Mauro Masi ricoprì quell’incarico dal 1999) e non può certo permettersi un ulteriore fallimento.

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