Affittopoli, via alla commissione d’inchiesta

Palazzi-Roma-aperturaAvrà 90 giorni di tempo per verificare la congruità dei prezzi di vendita e di affitto degli immobili al centro della vicenda

 

di Nerina Stolfi

ROMA – Una commissione di inchiesta, istituita tramite ordinanza dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, verificherà il rispetto delle procedure di alienazione del patrimonio immobiliare capitolino. Costituita da quattro membri, Claudio de Rose, procuratore generale alla Corte dei Conti, Mauro Iacobini, responsabile Area servizi valutazioni immobiliari dell’agenzia del territorio, Guglielmo Frigenti, responsabile settore patrimonio dell’Avvocatura capitolina e Cristiana Palazzesi, direttore della Direzione appalti e contratti del segretariato generale di Roma Capitale, la commissione avrà 90 giorni di tempo per operare.

Il suo compito sarà quello di verificare la congruità dei prezzi di vendita con il valore degli immobili e quello degli affitti: in particolare se i canoni di locazione dei beni disponibili del Comune di Roma (che sono 1346 di cui 727 per uso abitativo e 619 per uso diverso ndr.) siano corrispondenti al valore degli immobili tenuto conto però delle fasce deboli e quindi con agevolazioni. In base infatti a una delibera del 2004, vengono stabiliti i criteri di vendita dei beni disponibili tra i quali è previsto uno sconto del 30% per gli occupanti, più uno ulteriore del 5%-15% per gli acquisti in blocco.

Dopo la firma dell’ordinanza di questa mattina, l’assessore capitolino al Patrimonio Alfredo Antoniozzi ha fatto il punto sulla situazione dei beni disponibili del Comune di Roma e in particolare su quelli cartolarizzati a partire dal 2005. In pratica, nel 2004 il Comune decise di affidare alla Campidoglio Finance Srl la realizzazione delle procedure e nel 2005 vendette alla società i 775 immobili per 121milioni di euro. La vendita del patrimonio cartolarizzato, che ha interessato 629 beni, terminò il 31 novembre 2010 con un incasso di 119.485.308 milioni di euro ai quali si aggiunsero i 30.559.324 di immobili venduti ma non cartolarizzati. “L’incasso totale – ha spiegato Antoniozzi – è stato di 150.044.632. Anche se non sono in grado di fare questo tipo di valutazione, mi viene il dubbio che non sia un prezzo congruo, anche se non ho velleità di avere ragione”.

Di tutt’altro parere l’opposizione capitolina che non nasconde forti perplessità sulla commissione d’inchiesta. “Siamo pienamente d’accordo – dichiara infatti Umberto Marroni, capogruppo Pd Roma Capitale – che si faccia piena luce sulla vicenda, anche perché il Pd non ha nulla da nascondere, ma quella di questi giorni è una polemica creata ad arte per coprire la parentopoli e gli scandali che hanno visto coinvolta la Giunta Alemanno. Insomma – aggiunge il capogruppo – un polverone che bloccherà ancor di più l’Amministrazione Comunale”. 

Intanto l’attività della Procura di Roma va avanti e si concentrerà nei prossimi giorni sugli immobili venduti a partire dal 2007 e non invece sulle operazioni avvenute in precedenza in quanto il reato è prescritto. Verrà così effettuata entro le prossime ore dai magistrati la delega alle forze dell’ordine per l’acquisizione delle liste degli immobili assegnati da istituti di case popolari, legati alla Regione Lazio e al Comune, e al centro della cosiddetta affittopoli capitolina. In base a quanto filtra dagli uffici di piazzale Clodio, l’accertamento investigativo è dettato dalla necessità di definire “le direttrici e i confini” della vicenda. Al momento il fascicolo, affidato al pool dei pm che lavora sui reati “in danno della pubblica amministrazione”, resta aperto a carico di ignoti: il reato ipotizzato è quello di abuso d’ufficio.

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