Aumentano i detenuti, ma le carceri rimangono le stesse

carcereL’allarme dell’Amministrazione penitenziaria: istituti al collasso, sono più di 20mila oltre il limite

 

ROMA – Sempre più preoccupante la situazione nelle carceri italiane. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sul totale della popolazione detenuta, al 28 febbraio 2011, i detenuti presenti nei 206 istituti di pena del territorio italiano, la cui capienza regolamentare è di 45.284 posti, sono arrivati a quota 67.615. In particolare nel Lazio, le 14 strutture detentive presenti sul territorio contengono oggi 6.462 detenuti (di cui 2.561 stranieri) su una capienza regolamentare di 4.661 posti.

Snocciolando qualche numero si nota che le donne detenute sono 2.951, i condannati 37.310, 28.478 gli imputati (di cui 14.388 in attesa di primo giudizio), 1.714 gli internati. Sono 14.388 i detenuti in attesa di primo giudizio, gli appellanti circa la metà, mentre i ricorrenti si aggirano intorno ai 4.500.

Sempre al 28 febbraio risultano 1.368 le persone che hanno usufruito del provvedimento cosiddetto ‘svuota carceri’, di cui 278 stranieri. Il panorama etnico della presenza straniera nelle carceri ammonta a 24.865 e vede i detenuti marocchini al primo posto con il 21%, seguono i romeni con il 14%, il 12% sono tunisini, l’11% albanesi, il 5% nigeriani.

Le statistiche elaborate dal Dipartimento mostrano ancora una volta il problema del sovraffollamento carcerario in un momento di tragica emergenza del sistema penitenziario. L’alto numero delle persone ristrette in carcere pone anche il problema delle condizioni di vita all’interno degli istituti di pena, con le conseguenze, largamente conosciute, dell’aumento del tasso dei suicidi. Il sempre maggior numero di detenuti da una parte e il carente organico di personale di sorveglianza dall’altro, stanno mettendo in crisi un sistema che ha forti significati sociali con difficoltà sempre più oggettive.

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