Cresce il consumo di suolo: ogni 4 mesi “una nuova Milano”

roma-visuale-aereaLa denuncia di Legambiente: la crescita è “abnorme, senza criterio e incontrollata, indicatore dei problemi del Paese”

 

di Noemi Trino

ROMA – È Roma la città con il più alto tasso di crescita della superficie edilizia sul territorio italiano. I suoli a uso urbano nella Capitale sono aumentati del 12 per cento tra il 1993 e il 2008, con 4.800 ettari convertiti a tale destinazione, quasi tre volte il centro storico della città all’interno delle Mura Aureliane. Negli stessi anni a Roma la popolazione è aumentata di 30.887 unità, con una media di 150 metri quadrati di suolo trasformati per ogni abitante.

È quanto emerge dal rapporto annuale “Ambiente Italia” presentato da Legambiente questa mattina a Roma. Il dossier evidenzia come il consumo di suolo sia una prerogativa di tutto il territorio nazionale. Si tratta, in media, di oltre 500 chilometri quadrati di territorio all’anno: è come se ogni quattro mesi spuntasse una città uguale all’area urbanizzata del comune di Milano. Una crescita abnorme e incontrollata, si legge nel rapporto, che ha modificato la realtà fisica delle città italiane, ai cui margini si sono affermate, senza piani regolatori, estese periferie, grappoli disordinati di sobborghi residenziali, blocchi commerciali connessi da arterie stradali.

Una cementificazione selvaggia da cui non sono esenti le aree di maggior pregio, tra cui le coste. Su di esse, denuncia Legambiente, è in atto una produzione dissennata di seconde case che ha cementificato anche zone a rischio idrogeologico, spesso abusivamente.

Un dato che deve essere ricondotto alla situazione italiana nel complesso, come denunciato dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza: “Il consumo di suolo è oggi un indicatore dei problemi del Paese. La crescita di questi anni, senza criteri o regole, è tra le ragioni dei periodici problemi di dissesto idrogeologico e tra le cause di congestione e inquinamento delle città, dell’eccessiva emissione di CO2 e della perdita di valore di tanti paesaggi italiani”.

L’Italia, denuncia Legambiente, corre il rischio di essere l’unico paese europeo a non raggiungere gli obiettivi di Kyoto a causa dei parametri relativi alla vita nelle città, tutti o quasi sotto la sufficienza: il Belpaese ha un tasso di motorizzazione pari a 601 auto ogni mille abitanti contro le 470 dell’Unione europea e trasporta il 71,9 per cento delle proprie merci su strada; inoltre, la qualità dell’aria è sempre più minacciata da polveri sottili e ossidi di azoto.

Il quadro che emerge dal rapporto è, in generale, quello di un Paese che non punta sul recupero dell’esistente ma sulla trasformazione di nuove aree, e dove non si investe nella mobilità sostenibile. Al punto che, in città sempre più congestionate e inquinate, si è costruito non per rispondere alle domande di abitazioni ma alla speculazione immobiliare e finanziaria. Una “grave situazione di disagio sociale riscontrabile in molti centri urbani – conclude Cogliati Dezza – che rispecchia una crisi che non riguarda solo il settore edilizio ma attraversa tutto il Paese”.

Potrebbero interessarti anche