Maxxi, da oggi in mostra le opere di Michelangelo Pistoletto

pistoletto-sliderDa oggi e fino a metà agosto due mostre, dedicate all’influente artista piemontese, animano gli spazi del museo

 

di Rosa Coscia

ROMA – Nuova stagione al Maxxi nel segno di Michelangelo Pistoletto. Da oggi, fino al 15 agosto, sono visitabili presso il Museo di arte contemporanea della Capitale due importanti mostre dedicate ad uno dei più influenti artisti europei viventi, tra i fondatori dell’Arte Povera e figura di riferimento per le giovani generazioni, che negli Stati Uniti viene considerato anticipatore delle pratiche artistiche “di partecipazione”.

La prima, intitolata “Michelangelo Pistoletto. Da Uno a Molti, 1956 – 1974”, è un’antologia essenziale e rigorosa che, come ha detto lo stesso maestro, “rende comprensibile la radice del mio albero”. La mostra, costituita da circa cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali e curata da Carlos Basualdo, fa seguito a quella allestita al Museum of Art di Philadelphia e punta a far luce sugli esordi del pittore, sull’affermarsi della sua particolarissima visione del mondo e del fare arte nelle società occidentali.

Una parte sostanziale è dedicata ai “quadri specchianti”, lavori che Pistoletto realizza tra gli anni Sessanta e Settanta. Essi costituiscono “l’opera unica, la storia che viene fissata, che diventa memoria anche dopo di noi”: su grandi lastre di acciaio lucidate a specchio – sulle quali vengono applicate una o più figure a grandezza naturale – si riflettono le persone e lo spazio circostante, dando vita a un nuovo universo, “quello della trasposizione del possibile nel fisico”. Così si attiva l’interazione con il pubblico, senza la quale l’opera rimarrebbe incompleta.

pistolettoLa seconda mostra, “Cittadellarte”, propone opere in cui protagonista è la trasformazione etica della società. Il titolo rimanda al nome del laboratorio interdisciplinare per la produzione culturale fondato da Pistoletto a Biella nel 1998, con l’obiettivo di indagare il modo in cui l’arte possa interagire con tutti gli ambiti della società. Tra i lavori presenti è certamente degno di nota il grande tavolo specchiante a forma di Mediterraneo, “Mar Mediterraneo – Love Difference”,  attorno al quale, secondo l’autore, “si riuniscono le tante genti, diverse per cultura, religione e condizioni economiche, che quel mare divide e unisce”.

L’opera “Nuovo Segno di Infinito” è, invece, il simbolo del “Terzo Paradiso”, ultima fatica di Pistoletto, diventato segno distintivo del suo laboratorio. L’installazione è completata dal suono della nenia “Mama”, che all’inaugurazione di ieri la cantante Gianna Nannini ha intonato dal vivo al pianoforte, quasi in stato di estasi. Proprio collaborando all’inno alla procreazione che “Terzo Paradiso” rappresenta, ha raccontato lo stesso Pistoletto, la Nannini ha deciso di diventare madre.

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