“Lazio, è l’annus horribilis dei beni culturali”

auditorium-mecenate-sliderLa denuncia di Legambiente. A fronte di incassi record musei e siti archeologici vivono nel degrado

 

ROMA – Non ci sono solo i gravi crolli al Colosseo o alla Domus Aurea, di cui giornali e telegiornali si sono occupati a lungo: sono moltissimi, infatti, i beni culturali a rischio a Roma e nel Lazio. Lo rileva Legambiente Lazio, secondo cui il 2010 è stato di gran lunga l'”anno zero” di siti archeologici, musei e monumenti, costretti a fare i conti con risorse estremamente limitate o in balia di un degrado inarrestabile.

Eppure è difficile parlare di carenza di fondi: basti pensare che nel primo semestre del 2010, stando ai dati elaborati dalla Funzione Pubblica Cgil, i visitatori nei siti museali statali sono cresciuti del 32 per cento rispetto al 2009 mentre nei musei civici sono aumentati addirittura del 45 per cento. Si tratta di un forte aumento che testimonia l’interesse del pubblico per i siti archeologici più noti (come il Colosseo o il Foro Romano) ma anche per i nuovi poli dell’arte contemporanea (come il Macro o il Maxxi). Ma il dato più significativo è soprattutto quello legato al turismo culturale, che nel Lazio ha fatto segnare un incremento del 31 per cento fra il 2003 e il 2008 a fronte di un 8,4 per cento a livello nazionale.

Non solo il Colosseo, dicevamo: sono moltissimi infatti i siti che avrebbero bisogno di essere maggiormente tutelati. Tra questi, l’Auditorium di Mecenate a Roma, le ville romane che si affacciano lungo l’antica strada di Pomata, Torre Paola (la torre costiera eretta nel 1563 sul promontorio del Circeo), il Tempietto delle Stimmate di Velletri. E ancora: la Rocca di Montecelio a Guidonia, la Tomba della vestale Cossinia a Tivoli, il Porto di Traiano a Fiumicino (da tempo nella lista dei beni a rischio) o siti unici come Vulci e Cerveteri, lasciati senza fondi.

“Roma e il Lazio hanno un patrimonio unico e invidiato in tutto il mondo che troppo spesso è abbandonato all’incuria, visti i continui e pesantissimi tagli ai fondi per la cultura”, spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. “Solo negli ultimi mesi – continua – sono state evidenziate profonde lesioni sul soffitto della chiesa di San Francesco a Ripa a Trastevere, mentre a Tivoli un altro pezzo di acquedotto romano si è staccato, nonostante le promesse degli ultimi anni. Una situazione assurda – conclude – che rischia di peggiorare con la riduzione dei fondi statali investiti nel settore, i mancati trasferimenti agli enti locali e le conseguenti e pericolose ipotesi di dismissione e privatizzazione”.

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