Roma, il “lavoro rosa” è precario e settoriale

allen-women-on-the-rise-2101404Sulle opportunità di carriera al femminile pesa ancora lo storico “soffitto di cristallo”, denuncia la Cgil


ROMA – Nella Capitale una donna su due è senza posto fisso, mentre “sono ancora poche le donne che ricoprono posizioni di vertice, sia nel settore privato che nelle pubbliche amministrazioni”. È questo il quadro che emerge dal bilancio sul “lavoro rosa” presentato oggi dalla segretaria della Cgil Lazio Tina Balì, che osserva come, anche nel caso di presenza lavorativa, “il contributo femminile è limitato a settori particolari e a occupazioni specifiche”.

Sulla situazione lavorativa delle donne romane pesa, come nota ancora la sindacalista, “la cosiddetta doppia segregazione, quella orizzontale che la restringe a una rosa limitata di professioni, bassi profili professionali, posizioni subordinate, retribuzioni basse, scarse opportunità di carriera e quella verticale, il cosiddetto soffitto di cristallo, che ne ostacola l’accesso alle gerarchie aziendali.

Il tasso di disoccupazione femminile nel Lazio risulta pari all’11 per cento, con un aumento di 2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre 2010 e di quasi 3 punti percentuali rispetto al 2007. Un dato dai contorni allarmanti, anche perché “se al tasso di disoccupazione – conclude Balì – sommiamo i dati della cassa integrazione e dei cosiddetti inoccupati si sale drammaticamente a oltre il 13 per cento”.

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