Allarme Cinecittà, rischia di chiudere i battenti

Cinecitt_sliderI tagli al Fus sono drammatici. A rischio l’Istituto Luce, patrimonio della storia italiana. Governo: daremo garanzie
 

 

ROMA – Cinecittà è in grave crisi finanziaria e rischia di chiudere mettendo a rischio anche l’Istituto Luce. A darne l’annuncio l’amministratore delegato Luciano Sovena che ha aperto la procedura di crisi al ministero dello Sviluppo Economico coinvolgendo anche il ministero del Lavoro per sollevare la difficile situazione in cui versa la società pubblica.

«Ho voluto aprire questo tavolo – dichiara Sovena – per far presente alle istituzioni competenti la difficile situazione in cui stiamo operando. In base infatti allo spacchettamento che si sta definendo del Fus – spiega l’amministratore – a Cinecittà spetterebbero 7,5 milioni di euro rispetto ai 18 milioni dell’anno scorso. In una situazione come questa, non solo le nostre attività non potrebbero essere portate avanti ma c’è il rischio di non riuscire neanche a pagare gli stipendi e ancora peggio di dover mandare a casa delle persone. Il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, – conclude Sovena – sta procedendo alla suddivisione del Fus ma sarà il nuovo ministro a dare una risposta definitiva. O si trova dunque una soluzione tecnica attraverso il tavolo di crisi, magari destinando al ministero molti dei nostri dipendenti senza licenziarli, oppure la soluzione deve essere politica dandoci più fondi».

L’allarme arriva anche dall’associazione di registi e sceneggiatori 100autori: “Vogliono chiudere Cinecittà”. Il regista Maurizio Sciarra rincara la dose: “Secondo fonti interne, al ministero dei Beni culturali starebbero ipotizzando di chiudere la struttura e gli studi sulla Tuscolana”. Il perché di tali timori lo spiega lo stesso regista: “Venerdì scorso (4 marzo, ndr) si è aperta la procedura di crisi ministeriale a causa degli esuberi. In quell’occasione non è stato presentato nessun piano di rilancio di Cinecittà Luce”. Secondo Sciarra “i fondi finora elargiti dal governo a Cinecittà sono serviti solo a pagare gli stipendi dei dipendenti mentre da mesi è ferma qualunque attività strategica. La situazione è gravissima”.  Il regista lancia l’ipotesi di una privatizzazione completa della struttura, cosa che “metterebbe a rischio un patrimonio, come l’archivio dell’Istituto Luce, che appartiene agli italiani e al mondo intero. Sarebbe come privatizzare la Biblioteca Nazionale”.

Il direttore generale del Ministero per i beni culturali, Nicola Borrelli, ammette: “Abbiamo aperto una procedura di crisi ma solo per avviare una discussione volta a individuare le sofferenze del settore e avviare una strategia di razionalizzazione e di rilancio. Ma non abbiamo mai parlato di chiudere Cinecittà”. Tuttavia Borrelli non esclude una possibile chiusura: “In questo momento in Italia – dice – non si può escludere nulla”. E il sottosegretario Francesco Giro ammette: “La settimana prossima dovremo affrontare il caso: ma con il taglio previsto del Fondo per lo spettacolo, che significa per Cinecittà un passaggio da 14 a 7-8 milioni di euro, la struttura rischia di dovere di fatto bloccare le proprie attività”.

Potrebbero interessarti anche