Tagli al Fus, Bruno Cagli getta la spugna

Bruno_Cagli27 milioni i tagli alla cultura e il soprintendente dell’Accademia di Santa Cecilia annuncia le sue dimissioni    

 

ROMA – “Al Cda di lunedì prossimo mi presenterò dimissionario. Non voglio essere responsabile dello sfascio di questa istituzione”. Con queste laconiche parole, il presidente sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Bruno Cagli, getta la spugna dopo l’ulteriore impoverimento delle risorse destinate al Fus, con il nuovo ‘taglio’ dello stanziamento del Fondo unico spettacolo per il 2011.

Nei giorni scorsi altri 27 milioni sono stati congelati fino alla fine dell’anno sui complessivi 258 milioni destinati allo spettacolo. Le risorse da ripartire tra i vari comparti per l’anno in corso restano dunque 231 milioni. Cagli, presidente dell’Accademia dal 2003, definendo “un dramma” il mancato reintegro del Fus, ha sottolineato come “dopo le mie proteste di qualche settimana fa, mi aspettavo che ci fosse una reazione degli altri colleghi sovrintendenti. Mi chiedo come mai al posto delle proteste ci sia stato invece il silenzio”.

Tutto il mondo dello spettacolo è in allarme per i nuovi tagli. ”Signor Ministro – scrive in una lettera aperta indirizzata al ministro Bondi, il presidente dell’Agis, Paolo Protti – apprendiamo del nuovo ‘congelamento’ di 27 milioni sul Fondo Unico dello Spettacolo per il 2011, già ridotto al minimo storico. È sconcertante che lei, ministro di questo Governo, dichiari che tale ulteriore atto sia difficile da spiegare e ancor più da accettare”.

Alla protesta si è unita anche l’Anac, l’associazione degli autori cinematografici: “Ci uniamo a tutto il mondo del cinema e della cultura per denunciare l’ennesimo colpo assestato al Fus. Quest’ultimo atto è parte di una politica suicida che sta portando alla rovina l’intero Paese”, conclude la nota. Ad opporsi perentoriamente ai tagli intervenuti nel Milleproroghe anche il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti che ha espresso massima solidarietà a Bruno Cagli: “Il congelamento delle risorse assesta un colpo durissimo alla cultura del Paese e a quella di Roma. Occorre convocare subito un tavolo tra le istituzioni per verificare lo stato dell’arte”, conclude Zingaretti.

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