Tagli alla cultura, Carandini si dimette dal Consiglio Mibac

carandini-sliderIl docente presenta dimissioni “irrevocabili”: “Senza fondi impossibile la tutela dei beni culturali”

 

ROMA – Si è dimesso Andrea Carandini, presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali. Lo si è appreso da una nota del Ministero dei Beni Culturali, secondo la quale le dimissioni sono legate agli ulteriori tagli al settore della cultura avvenuti nell’ultimo periodo.

Carandini ha spiegato nella sua lettera di dimissioni il motivo della sua decisione “irrevocabile”, ovvero “la constatazione dell’impossibilità da parte del Ministero dell’opera di tutela e di sviluppo del patrimonio culturale stante la progressiva e massiccia diminuzione degli stanziamenti di bilancio”. Il Consiglio Superiore dei Beni culturali, preso atto delle dimissioni, ha sospeso la seduta in attesa che il ministro compia “un atto politico responsabile che garantisca il positivo interessamento del Parlamento e del Governo riguardo la drammatica situazione i cui versano i Beni culturali”.

Carandini, professore ordinario dal 1980 e docente di archeologia dal 1992 presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’, illustre e autorevole archeologo di livello internazionale, era stato nominato presidente del Consiglio Superiore dal ministro Bondi il 25 febbraio 2009, al posto del dimissionario Salvatore Settis. Settis aveva lasciato l’incarico per dissenso sulla gestione e sulla tutela della politica culturale del Governo.

Il vicepresidente dei senatori del Partito Democratico Luigi Zanda, ammirando l’atto di Carandini che “si è ribellato all’assassinio della cultura italiana”, ha sottolineato come “di fronte all’agonia del cinema, della musica e del teatro italiani, di fronte al taglio delle risorse per la conservazione e per la tutela del patrimonio artistico, di fronte alla crisi del sistema museale, dopo le proteste di Riccardo Muti, Bruno Cagli, Daniel Barenboim e Sergio Escobar, adesso per la seconda volta nel giro di due anni il Consiglio Superiore dei Beni culturali vede il suo presidente dimettersi per protesta nei confronti delle scelte del governo Berlusconi”. “È paradossale – continua il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, segretario della Commissione Affari Europei – che le dimissioni di Carandini avvengano proprio nel giorno in cui il presidente della Commissione Europea Barroso dice che per puntare alla crescita non si può tagliare in settori come scienza, istruzione e cultura”.

“Una scelta di grande dignità” ha commentato Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l’Italia. “Qualcun altro, Bondi, avrebbe dovuto dimettersi – ha concluso – per evitare che si dimettesse Carandini”. Le dimissioni di Carandini sono per il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione indice che “la crisi del Ministero dei Beni Culturali è un dato drammatico e reale e che va affrontato al di fuori degli schieramenti di parte e con spirito di servizio per il bene del Paese”. E continua: “Non è tempo di promesse ma di interventi concreti e immediati. Noi non vogliamo essere corresponsabili della distruzione del patrimonio culturale italiano”.

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