Consumi, dal 2007 ogni italiano ha 570 euro in meno

inflazioneLe stime Confcommercio per il 2011 prevedono un aumento dell’inflazione pari al 2,7% mentre il Pil crescerà dell’1%

 

ROMA – “Ciascun italiano dispone oggi per i consumi, a parità di potere d’acquisto, mediamente di 570 euro all’anno in meno rispetto al primo trimestre del 2007”. A lanciare l’allarme è il Centro Studi di Confcommercio in apertura della dodicesima edizione del Forum della confederazione a Cernobbio (Como), in programma per oggi e domani. La crisi economica, dunque, secondo l’associazione dei commercianti ha lasciato segni profondi.

Dopo aver studiato i dati del 2009, Confcommercio indica dunque una perdita di consumi pari all’1,8 per cento a partire dal 2007, di cui lo 0,6 per cento direttamente legato alla perdita del posto di lavoro di 640mila capi famiglia. Da una stima del valore degli stessi fattori in assenza di disoccupati, risulta invece che i consumi sarebbero diminuiti dell’1,2 per cento e, quindi, a parità di produttività, “la flessione del Pil sarebbe stata apprezzabilmente inferiore al 5 per cento, in luogo del -5,2 per cento realizzatosi in quell’anno”, ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Sul prodotto interno lordo del 2009 ha pesato dunque la riduzione della spesa media per famiglia, dovuta proprio all’improvviso aumento del tasso di disoccupazione.

Secondo una proiezione dello stesso Centro Studi, inoltre, il tasso d’inflazione raggiungerà nel 2011 il 2,7 per cento, a causa degli incrementi dei costi delle materie prime, mentre la crescita del Pil è stimata dell’1 per cento nel 2011 e dell’1,2 per cento per i due anni successivi.

Per la confederazione questa “è la malattia dalla quale è necessario guarire”. Proprio i consumi sono indicati il perno su cui fare leva per la ripresa dell’economia: “Fatto 100 il Pil – spiega Confcommercio – i consumi valgono 60; il resto, pari al 40 per cento, è dato da consumi pubblici e investimenti”. Considerate queste proporzioni, il Centro Studi Confcommercio rileva che “una piccola crescita dei consumi ha un impatto notevole sulla dinamica del Pil, mentre è necessario ottenere un grande avanzo della bilancia commerciale per avere un po’ di spinta proveniente dall’estero”.

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