Export, l’allarme dell’Istat: disavanzo commerciale mai così alto

cargo-SLIDERA gennaio record negativo per il deficit nazionale. Decisivo il peggioramento del comparto energetico

ROMA – Gennaio nero per il saldo della bilancia commerciale italiana: il disavanzo si è ulteriormente aggravato raggiungendo quota 6,6 miliardi di euro. È quanto emerge dalle rilevazioni Istat, che sottolineano come su tale peggioramento pesi la componente energetica. Secondo il rapporto dell’Istituto di Statistica, si tratta infatti del più alto deficit mensile mai registrato.

A gennaio il tasso destagionalizzato delle esportazioni italiane mostra un incremento del 4,3 per cento rispetto a dicembre e del 25,1 per cento rispetto allo stesso mese del 2010. Questo evidenzia una “crescita significativa” a livello congiunturale, grazie al traino dai mercati extra-Ue. Aumentano inoltre le importazioni, con un rialzo inferiore all’export su base mensile (+2,8 per cento) ma superiore su quello annuale (+31,3 per cento).

Per quanto riguarda il disavanzo globale, si registra un ulteriore allargamento anche rispetto a gennaio 2010 (-4 miliardi di euro). Il comparto energetico risulta avere un peso decisivo sull’incremento del deficit complessivo: nel primo mese del 2011, rileva l’Istat, il disavanzo ha toccato quota -5,8 miliardi. Si tratta di un aumento consistente, rispetto al -3,9 di gennaio 2010, che ha inciso per oltre due terzi sul bilancio globale. Tuttavia, il disavanzo nella bilancia commerciale, anche al netto dell’energia, ha registrato -752 milioni di euro, a causa dell’ampio deficit nell’interscambio dei prodotti intermedi (-2,3 miliardi) e di beni di consumo non durevoli (-0,6 miliardi).

Sul versante esportazioni, a gennaio 2011 l’aumento tendenziale ha riguardato principalmente il coke e i prodotti petroliferi raffinati, ma anche gli autoveicoli (rispettivamente +64,5 e +35 punti percentuali). Una crescita inferiore alla media si registra, invece, per gli articoli farmaceutici, i mobili, i prodotti alimentari, i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi e gli articoli di abbigliamento.

Guardando alla direzione dei flussi commerciali, nel mese di gennaio 2011 la dinamica congiunturale delle esportazioni e delle importazioni è stata più forte verso e dai paesi dell’area extra-Ue, rispettivamente +8,9 e +4,4 punti percentuali. Più debole, invece, appare la crescita sui mercati continentali: +0,9 per cento per le esportazioni e +1,4 per cento per le importazioni. In generale, spiega l’Istat, “le vendite di mezzi di trasporto (eccetto autoveicoli) negli Stati Uniti, di metalli verso Germania e Svizzera, e di prodotti petroliferi raffinati verso la Spagna guidano la crescita delle esportazioni”. Dal lato dell’import, “il petrolio greggio e gas naturale dai paesi Opec e i computer e apparecchi elettronici e ottici dalla Cina forniscono il maggior impulso”.

L’Istat ha diffuso oggi anche i dati relativi agli ordinativi dell’industria, che a gennaio hanno registrato un calo di 0,3 punti rispetto a dicembre. Tale riduzione è dovuta alla performance negativa del mercato nazionale (-1,4 per cento); il fatturato dell’industria italiana a gennaio ha registrato, inoltre, un aumento di un punto rispetto a dicembre e dell’8 per cento rispetto a gennaio del 2010. L’aumento annuo risulta trainato dal mercato estero, che ha toccato quota +14,1.

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