Polverini finisce nello scandalo Affittopoli

polverini-sliderLa governatrice del Lazio ha vissuto in una casa dell’Ater a prezzi popolari. Ma lei si difende e nega tutto
 

 

ROMA – Nel girone infernale dello scandalo “Affittopoli” ci è finita anche lei. E dire che neanche due giorni fa aveva istituito una commissione ispettiva sull’Ater (l’Azienda romana dell’edilizia popolare al centro dello scandalo) per far luce sulle svendite di immobili avvenute negli ultimi anni. Stiamo parlando della governatrice del Lazio, Renata Polverini, al centro di un’inchiesta pubblicata dal settimanale “L’Espresso”, oggi in edicola.

Secondo la ricostruzione del settimanale, la Polverini avrebbe abitato per 15 anni in una casa popolare a via Bramante all’Aventino, uno dei quartieri più belli della capitale, a soli 130 euro al mese. Appartamento composto da quattro vani più bagno e cucina, dove ancora oggi alloggia il marito della governatrice, Massimo Cavicchioli, ex-sindacalista Cgil, oggi esperto informatico. Dal 1989, anno del suo matrimonio, al 2004, dunque, Renata usufruisce degli affitti agevolati dell’ex-Istituto Autonomo Case Popolari, pur non avendone i requisiti. E intanto si costruisce una fortuna, comprando cinque appartamenti tra Roma e Perugia.

Una serie di compravendite immobiliari, secondo i documenti de “L’Espresso”, nel periodo in cui la governatrice faceva carriera all’interno del Ugl. Nel 2001 acquista una casa a Torgiano, borgo in provincia di Perugia, e una casa a Monteverde, a due passi da Villa Doria Pamphilj, che dopo poco donerà alla madre. Dopo appena un anno acquista a soli 148 mila euro un appartamento al Torrino, vicino l’Eur. L’immobile ex-Inpdap viene acquistato dalla Polverini alle condizioni riservate agli inquilini, anche se lei non lo era. Chissà dunque come abbia fatto a concludere l’operazione.

Ultimo acquisto Renata lo effettua sempre nel 2002, comprando dallo Ior una bella casa sempre all’Aventino, alla quale nel corso degli anni aggiungerà un appartamento gemello confinante e altri tre box. Insomma un gran fiuto per gli affari, ma anche e soprattutto disponibilità finanziarie e canoni di vendita e affitto agevolati a lei riservati.

La replica della governatrice non si è fatta attendere. In un comunicato stampa, la Polverini si dice “sconcertata per l’accanimento irresponsabile che mi è stato riservato”. Secondo la nota dell’ufficio stampa della Regione, la casa fu assegnata nei primi anni del Novecento alla famiglia di Massimo Cavicchioli (consorte della Polverini, ndr), in quale nasce e vive da sempre nell’immobile. Si tratta quindi, prosegue la nota, di una questione che riguarda esclusivamente il marito che tutelerà in ogni sede i suoi diritti alla riservatezza. Il canone, infine, ammonta a circa il triplo dell’importo pubblicato dal settimanale.  

Potrebbero interessarti anche