Guerra in Libia, a Roma oltre mille obiettivi sensibili

sicurezza-sliderIl prefetto Pecoraro: “Nessun allarme particolare, rafforzata la vigilanza in stazioni, aeroporti e ambasciate

 

ROMA – Sono oltre mille gli obiettivi sensibili presidiati a Roma dalle forze dell’ordine: ambasciate, aeroporti, stazioni ferroviarie e della metropolitana, porti. Ma al momento, si affrettano a rendere noto i responsabili della sicurezza, non c’è nessun allarme. Anche se è evidente che è bene osservare e monitorare, in attesa dell’evoluzione degli scenari internazionali sulla crisi libica.

A Roma dopo un vertice in Prefettura, questore e prefetto scongiurano qualsiasi forma di allarmismo, ma guardano con costante attenzione ai possibili cambiamenti della situazione in nord Africa: “Per alcuni obiettivi sensibili – ha spiegato il prefetto Giuseppe Pecoraro subito dopo il vertice, cui hanno partecipato i maggiori rappresentanti delle forze dell’ordine – è stata rafforzata la vigilanza. Dopo la crisi libica questi obiettivi sono aumentati, e li stiamo rafforzando secondo le priorità. Si tratta di ambasciate e altre strutture legate alle nazioni coinvolte negli attuali scenari internazionali”. Vale a dire, prima di tutto, le ambasciate degli Stati Uniti, d’Inghilterra, di Francia e di Libia.

“Ad oggi – continua Pecoraro insieme al questore Francesco Tagliente e al comandante provinciale dei Carabinieri Maurizio Mezzavilla – non abbiamo notizie di particolare allarme per quanto riguarda la Capitale. Ma prendiamo atto che c’è una situazione internazionale molto difficile. Oggi la priorità assoluta è quella di garantire la sicurezza con azioni di prevenzione contro eventuali atti terroristici di ritorsione o emulazione”. La direttiva per l’intensificazione dei servizi è arrivata direttamente dal ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Al termine del vertice, conversando con i giornalisti, il prefetto Pecoraro ha poi aggiunto che anche riguardo all’arrivo di immigrati da Lampedusa il Lazio è pronto a fare la sua parte, anche se fino ad adesso non ci sono notizie in tal senso: “Nell’immediato – ha detto – siamo pronti ad accogliere nella regione circa mille persone, ma aspettiamo le indicazioni del ministro”. Tra le strutture idonee ad ospitare gli immigrati anche quelle di associazioni religiose ed ex-conventi.

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