Roma, ogni giorno nel cestino oltre 200 quintali di pane

 L’appello dell’Unione Panificatori alle istituzioni: “Si trovi il modo di ridistribuire i resi ai meno fortunati”

 

ROMA – Ogni giorno solo nella città di Roma vengono cestinati oltre 200 quintali di pane e affini. I dati arrivano dall’Unione Panificatori di Roma, associazione aderente a Confcommercio. “È scandaloso che in un momento economico così delicato, in cui le fasce della povertà romana si sono ampliate e tanti immigrati bisognosi bussano alle nostre porte – denuncia il presidente dei panificatori romani Giancarlo Giambarresi – il pane, re della tavola, finisca nell’immondizia”.

I panificatori lanciano dunque un appello alle istituzioni locali “affinché si trovi il modo di ridistribuire questo prezioso bene ai meno fortunati”. Il problema del pane invenduto nella Capitale, così come in tante altre città d’Italia, riguarda sia i panifici al dettaglio, dove in tempi di crisi, spiega l’Associazione, le vendite hanno registrato cali significativi, sia la grande distribuzione (cioè supermercati e ipermercati), in cui viene osservata la “regola degli scaffali sempre pieni”. “Vogliono che il pane sia esposto in grandi quantità – spiega ancora Barresi – e ne prendono sempre più di quanto riescono a venderne. Gli avanzi vengono detratti dall’importo che dovrebbero pagare e nella maggior parte dei casi vengono gettati”.

Nel lanciare l’allarme, i panificatori romani guardano a tutte quelle associazioni di beneficienza, come il Banco Alimentare o la Caritas, che si occupano di senzatetto, famiglie disagiate, immigrati. “Creando una rete – spiega l’Unione Panificatori – potremmo riempire le loro mense e i loro scaffali, evitando tanti sprechi a costo zero per la collettività. Servirebbe solo che le istituzioni convocassero i protagonisti di questa filiera per trovare un modo per ridistribuire questo ciclo di qualità intatta a chi ne ha bisogno”.

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