Più assessori e consiglieri. È polemica sul Cdm

campidoglio1Aumentano i costi della politica. Saranno 60 i componenti del Consiglio comunale, 15 quelli della Giunta. Protesta il Pd

ROMA – Torna la norma che aumenta il tetto massimo di consiglieri e assessori per i Comuni con più di un milione di abitanti. Stralciata dal decreto Milleproroghe, è stata oggi inserita dal governo nel decreto che tra le altre cose aumenta i fondi Fus e proroga il divieto di incroci tra stampa e giornali. La misura riguarda “la fissazione del tetto massimo di 60 componenti per i Consigli comunali e di 15 componenti (più il Sindaco) per le Giunte nelle città con più di un milione di abitanti”. La norma era attesa da mesi da Roma capitale e dal sindaco Gianni Alemanno, che ha a più riprese invocato una correzione al tetto fissato di 48 consiglieri e 12 assessori, ripristinando il numero di 60, precedentemente in vigore. La modifica, qualora fosse definitivamente varata, riguarderebbe anche il Comune di Milano, che a maggio rinnova la sua giunta.

Alla notizia dell’approvazione del decreto scoppia la polemica da parte dell’opposizione comunale. Secondo infatti Marco Miccoli, segretario del Pd a Roma, “la vergogna di Alemanno non conosce limiti. Nonostante il Campidoglio spenda già oggi ben 82,1 milioni per pagare giunta, consiglio e consulenze esterne, il sindaco aumenta le poltrone, accumulando nuove posizioni di potere da elargire. Il Pd – conclude Miccoli – si opporrà in ogni modo a questa norma che è un vero schiaffo in faccia ai cittadini romani, oppressi dalle tasse, da servizi scadenti, da strade devastate dalle buche e da un degrado e un’insicurezza a livelli allarmanti”.

“Ripristinare parte dei fondi per la cultura, cedendo poi terreno su quello dei costi della politica – dichiara invece la deputata del Pd Ileana Argentin, membro della commissione Affari sociali della Camera ed esponente dei democratici del Lazio – è la prova della schizofrenia della maggioranza. E’ proprio il caso di dire che il sindaco Alemanno perde il pelo, con i sondaggi che lo danno in caduta libera, ma non il vizio di aumentare i costi per l’amministrazione solamente per accontentare le fazioni del Pdl deluse dal recente rimpasto, sottolinea ancora l’Argentin. Sarà difficile  – conclude – spiegare ai romani questo spreco di risorse che si aggiunge a quello legato a Parentopoli, all’Expo 2015 e a tutte quelle iniziative della destra in Campidoglio che sta danneggiando gli interessi della Capitale”.

A favore della norma invece il coordinatore del Pdl nel Lazio, Vincenzo Piso che dichiara: “E’ una norma legata alla specificità di grandi città come Milano, Napoli e in particolare Roma, che ha un territorio unico in Europa. Per queste città è richiesta una capacità amministrativa particolare”. Sull’approvazione della norma, inserita e poi stralciata dal decreto Milleproroghe, Piso resta però prudente: “Vediamo se questa volta riusciamo a portarla a casa. Siamo comunque determinati, perché riteniamo che abbia una sua giustezza rispetto alle esigenze di governo delle grandi città”.

Potrebbero interessarti anche