“Clausola sociale”, handler di Fiumicino raggiungono l’accordo

bagagli-fiumicino-slider Chi viene licenziato da una società in crisi per l’eccessiva concorrenza nei servizi a terra sarà assunto dalle altre

ROMA – Si è concluso oggi il lungo iter che ha portato a un accordo comune tra le società che si occupano dell’assistenza a terra nell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino. Roberto Bruni, Direttore generale di Flight Care Italia, colosso europeo nel settore handling, ha annunciato in una nota, al termine della riunione tenutasi questa mattina negli uffici della Direzione Enac, che si è raggiunto un punto d’incontro sul rispetto della clausola sociale, “strumento di fondamentale importanza sia per la tutela della salvaguardia dei livelli occupazionali che per il mantenimento dei livelli di qualità e competenza dei servizi offerti”.

Risale ad inizio anno lo scoppio della tensione sull’handling a Fiumicino, dove negli ultimi sei mesi del 2010 sono comparse quattro nuove società che si occupano della prestazione dei servizi necessari al decollo degli aerei, dal check in allo stivaggio dei bagagli. Le tariffe per tali servizi, di conseguenza, hanno subito un calo repentino: la gestione di un aereo nello scalo romano costa fino al 30-40 per cento in meno rispetto a due-tre anni fa, con molte compagnie aeree che passano con facilità da una società all’altra, attratte da sconti anche minimi. Gli handler che hanno perso clienti si sono ritrovati così con esuberi da gestire. Una situazione che ha portato, intorno alla metà dello scorso mese di gennaio, all’avvio della procedura di mobilità per 242 persone da parte di Flightcare, principale operatore a Roma dopo Alitalia. I sindacati di categoria hanno invocato con forza il rispetto della clausola sociale che, in caso di rottura di un accordo commerciale, prevede che il personale passi dalla vecchia alla nuova società.

“Non si devono porre ostacoli alla concorrenza – aveva detto Franco Giudice, direttore generale di Adr, gestore dell’aeroporto – ma sull’handling a Roma è in atto una liberalizzazione selvaggia. In nessun grande scalo europeo c’è una situazione così”. A Fiumicino, nel dettaglio, Alitalia gestisce circa il 54 per cento delle operazioni cosiddette di “full handling”, a seguire si piazzano Flightcare e Aviapartner (circa il 20 per cento ciascuna), poi GlobeGround, Aviation Services, Consulta e Ata (l’ultima entrata) che si spartiscono il resto. Secondo Marco Ponti, ordinario di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano, la situazione sul fronte dell’assistenza a terra a Fiumicino potrebbe essere legata a diversi fattori: “L’operatore principale dell’handling, Alitalia, che è anche vettore di riferimento, è meno forte rispetto a quanto accade in altri hub europei. Resta così sguarnita una fetta ampia di mercato. E sono molte le società interessate a entrare nel primo aeroporto italiano. A pesare, inoltre, potrebbero essere le difficoltà a creare economie di scala, in parte riconducibili a carenze infrastrutturali, e una minore tutela del lavoro”.

Stamattina Bruni ha sottolineato che “il percorso per concretizzare un intento comune è stato molto lento, ma in questi mesi tutti i soggetti coinvolti, dai prestatori alle organizzazioni sindacali fino al gestore aeroportuale, hanno dimostrato gran senso di responsabilità nel conseguire l’obiettivo. Se oggi abbiamo conquistato questa pace sociale – ha aggiunto Bruni – gran merito è del direttore Enac dell’aeroporto, Vitaliano Turrà, il cui contributo è stato fondamentale, tanto da riuscire nell’intento di avvicinare tutte le parti interessate da questa incresciosa situazione. Adesso – ha concluso – grazie all’interessamento che Aeroporti di Roma ha mostrato verso le istanze presentate da Flight Care e le altre principali società di gestione, entreranno in vigore limitazioni temporanee delle licenze per gli handler negli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino”.

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