Istat, disoccupato un giovane su quattro

disoccupazione-aperturaIl 2010 si conferma un annus horribilis per il lavoro in Italia con dieci milioni di giovani alla ricerca di un impiego 

 

ROMA – Il 28,2 per cento dei giovani italiani tra i 15 e i 24 anni è disoccupato: è quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’Istat e relativi a febbraio. Si tratta di una diminuzione congiunturale di 1,3 punti percentuali: tuttavia, come sottolinea lo stesso Istituto di Statistica, il dato emerso è comunque “estremamente alto”, soprattutto se paragonato con i grandi Paesi europei e con l’andamento dell’ultimo trimestre del 2010.

Negli ultimi mesi dello scorso anno, infatti, il tasso di disoccupazione giovanile ha toccato la percentuale record del 29,8 per cento, il tasso più alto da 2004, anno di inizio della costituzione di banche dati a carattere tematico (le cosiddette serie storiche omogenee). La percentuale massima, il 40,6 per cento, ha riguardato le giovani donne residenti nel Mezzogiorno. Anche per chi lavora, la situazione si fa più precaria: nel quarto trimestre del 2010, infatti, gli occupati a tempo pieno registrano un nuovo calo, mentre aumentano quelli a tempo parziale e dipendenti a termine, con un incremento del 5,1 per cento. Aumenta anche il tasso di disoccupazione degli stranieri, che si è attestato all’11,6 per cento.

Per quanto riguarda il livello di disoccupazione generale, a febbraio – stando ai dati destagionalizzati e alle stime provvisorie dell’Istat – si registra un valore pari all’8,4 per cento: si tratta di una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio e dello 0,1 per cento su base annua. Il dato emerso è tutt’altro che roseo e rispecchia la media annua del 2010, quando il tasso di disoccupazione era balzato all’8,4 dal 7,8 per cento del 2009, toccando il dato medio annuo più alto.

Immediate le reazioni dal mondo della politica e dei sindacati. Per il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi “tra i molti dati sull’occupazione che ci consegna l’Istat è doveroso innanzitutto considerare quello più recente di febbraio, mese nel quale sale il numero degli occupati, scende la disoccupazione in generale e in particolare quella giovanile e femminile, così come diminuisce la cassa integrazione”.

Di parere opposto il segretario confederale della Cisl, Liliana Ocmin, che denuncia: “Dieci milioni di donne e giovani che non trovano occupazione sono un capitale umano ed economico inestimabile la cui mancata valorizzazione ha ricadute devastanti sull’economia, calcolabile in 8 punti Pil in negativo”. Per questo, conclude la Ocmin, “occorre un approccio che tenga insieme azioni di riforma contrattuali, del welfare ed incentivi fiscali a sostegno di imprese e famiglie”. “Il tasso di occupazione rimane al livello più basso dall’inizio della crisi – aggiunge Stefano Fassina del Pd – ma peggiora la composizione degli occupati, sempre più segnata dalla cassa integrazione e sempre più sbilanciata verso il lavoro precario e part-time involontario”.

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