Carceri, due morti e due tentati suicidi nel fine settimana

suicidio_carceri-slider La denuncia del Garante: “Necessari interventi per ridurre sovraffollamento, inadeguatezza di strutture e risorse”

 

ROMA – Ennesimo weekend da dimenticare nelle carceri italiane. A Viterbo un detenuto 29enne ha tentato di suicidarsi impiccandosi nella sua cella, mentre in tutto il Paese altri due reclusi sono morti e un terzo è in fin di vita.

I dati sono stati forniti dall’Osservatorio permanente sulle morti in carcere, di cui fanno parte Radicali italiani e le associazioni Detenuto ignoto, Antigone, A buon diritto, Radiocarcere e Ristretti orizzonti. L’Osservatorio rende noto che dall’inizio dell’anno sono già 37 i detenuti morti nelle carceri italiane, di cui 15 per suicidio, 17 per “cause naturali” e 7 per “cause da accertare”.

A partire dal caso di Viterbo il Garante dei detenuti del Lazio lancia oggi l’allarme sulle condizioni delle strutture di detenzione regionali: per Angiolo Marroni “la politica degli annunci-spot è fallita, nel Lazio la legge ‘svuotacarceri’ è inutile”. Per la prima volta, infatti, nelle prigioni laziali “è stata sfondata la quota di 6.500 reclusi: i detenuti sono 6.531 e da gennaio ad oggi sono aumentati di 154 unità”.

Una crescita, quella del numero dei reclusi, che continua “in maniera impressionante” e per far fronte alla quale il Garante invoca “un intervento strutturale”. Come spiega ancora Marroni, “il 15 febbraio i detenuti erano 6.398, il 27 marzo sono arrivati a toccare quota 6.531, 1.870 in più rispetto alla capienza regolamentare”. Per questo “il dato di maggior allarme è quello del sovraffollamento, registrato un po’ in tutte le carceri della Regione”.

Il sovraffollamento porta con sé numerosi problemi di gestione, come nel caso delle carceri femminili: a Rebibbia, ad esempio, “le donne dovrebbero essere 274, sono invece quasi cento in più, con tutti i problemi che ciò comporta nella gestione delle madri recluse con i figli da 0 a 3 anni al seguito”. In più, denuncia Marroni, “sono ancora senza soluzione i casi, da tempo segnalati, delle strutture di Rieti e Velletri dove oltre 300 nuovi posti restano inutilizzati per carenza di personale di polizia penitenziaria”.

Alla luce di un simile bilancio, per il Garante è evidente che “la politica degli annunci spot è fallimentare”. Questo perché “sovraffollamento, inadeguatezza delle strutture e cronica carenza di risorse umane e finanziarie dovrebbero essere risolte con un intervento strutturale che parta dalla politica. Purtroppo – conclude laconicamente Marroni – in questo momento, le priorità dell’agenda politica sono altre”.

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