Generali, dopo l’addio di Geronzi arriva Galateri

geronzi-sliderLe dimissioni dopo una mozione presentata da otto consiglieri. Al suo posto Galateri presidente Telecom

 

di Noemi Trino

ROMA – È arrivata al capolinea dopo neanche un anno l’era di Cesare Geronzi in Generali. Il presidente ha infatti rassegnato le dimissioni a seguito di una mozione di sfiducia presentata, mercoledì mattina, da otto consiglieri e che ha avuto l’adesione di almeno 10-11 tra i componenti del Cda. Tra di essi c’erano Alberto Nagel e Saverio Vinci, esponenti di Mediobanca, attualmente principale azionista del Leone di Trieste con il 14 per cento. Al suo posto i consiglieri d’amministrazione, riunitisi oggi, hanno raggiunto il consenso sul nome di Gabriele Galateri quale nuovo presidente della compagnia. Sarà poi all’assemblea di fine aprile a confermare la nomina del nuovo numero uno che succede a Geronzi.

La riunione del Consiglio di amministrazione di mercoledì che ha di fatto portato alle dimissioni l’ex presidente, era stata richiesta da otto consiglieri la scorsa settimana proprio per discutere del ruolo del presidente, della sua comunicazione esterna e del caso del vicepresidente Bolloré, il suo alleato francese, che il 16 marzo si era rifiutato di votare il bilancio 2010. Secondo alcune indiscrezioni, anche su Vincent Bolloré sarebbe in atto una spinta verso le dimissioni.

La spaccatura attorno a Geronzi si era acuita a metà del marzo scorso, quando il dissidio tra le forze interne al Cda aveva raggiunto i massimi livelli. Da un lato il francese Vincent Bolloré, che è tra i primi azionisti di Mediobanca, a sua volta primo socio di Generali con il 14 per cento; dall’altro i consiglieri indipendenti eletti da Assogestioni e gli investitori privati, come Diego Della Valle e Lorenzo Pelliccioli. Lo stesso Della Valle, due mesi fa, aveva pubblicamente attaccato la gestione Geronzi.

generali-scheminoLe dimissioni del presidente sono arrivate dopo quelle di Leonardo Del Vecchio – altro grande investitore nel Leone, con una quota del 2 per cento – e di Ana Patricia Botin: defezioni che avevano contribuito all’instabilità del gruppo. Ma è Bolloré l’uomo che, secondo gli addetti ai lavori, avrebbe creato uno strappo irricucibile nel Cda di Generali, a partire dalle prime polemiche sulla joint-venture tra Generali e Ppf fino alla decisione, isolata, di astenersi sul voto di bilancio lo scorso 16 marzo.

Una situazione di incertezza per l’assetto del Cda societario di fronte alla quale, come sottolinea il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, la cosa più importante è “gestire e tutelare bene la società” anche perché le conseguenze potrebbero investire l’intero equilibrio economico del Paese, dal momento che le Assicurazioni Generali, conclude la Marcegaglia, “sono l’azienda a maggiore capitalizzazione italiana”.

Il Gruppo Assicurazioni Generali Spa è la più grande compagnia italiana di assicurazioni e una delle più importanti del mondo. Secondo la classifica Fortune Global 500, le Generali sono anche il primo gruppo economico italiano per fatturato. Tra i maggiori azionisti figurano il Gruppo Mediobanca, la Banca d’Italia, il Gruppo Blackrock e il Gruppo Caltagirone. Proprio Francesco Gaetano Caltagirone, azionista al 2,2 per cento e attuale vicario, potrebbe essere il sostituto di Cesare Geronzi, che aveva assunto la carica di presidente il 24 aprile 2010.

Decolla nel frattempo in borsa il titolo della compagnia, con guadagni superiori al 4%. Bene anche Mediobanca, arrivata in mattinata a toccare il +7,55%.

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