Si riduce il potere d’acquisto delle famiglie

carrello-spesa-aperturaSecondo i dati diffusi dall’Istat nel 2010 si è ridotta anche la propensione al risparmio. A fronte di un leggero aumento del reddito crescono in modo consistente le spese. Nuovo record della benzina, che sfiora quota 1,584 euro al litro. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori

 

ROMA – Nel corso del 2010 il potere d’acquisto delle famiglie, cioè il reddito disponibile in termini reali, è calato dello 0,6 per cento rispetto all’anno precedente. A rivelarlo è l’Istituto di Statistica, che sottolinea come la riduzione segua la forte contrazione registrata nel 2009. Due anni fa, il potere d’acquisto, a causa della crisi economica internazionale, si era ridotto addirittura del 3,1 per cento.

Non solo brutte notizie, però, ma anche qualche piccolo segnale di recupero: nel quarto trimestre del 2010 il potere d’acquisto è salito dello 0,8 per cento rispetto al trimestre precedente. Nel 2010 è aumentato anche il reddito delle famiglie, che dopo la caduta dell’anno precedente ha registrato un aumento dello 0,9 per cento. I dati si riferiscono, in particolare, al reddito lordo disponibile, cioè all’ammontare di risorse correnti destinate al consumo e al risparmio. La risalita più decisa è avvenuta, anche in questo caso, tra ottobre e dicembre, con un +2 per cento rispetto al 2009 e +1,4 per cento rispetto al periodo di riferimento precedente (luglio-settembre).

Lievissimo recupero anche per il tasso d’investimento delle famiglie, un tasso che viene definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi e il reddito disponibile lordo e che si è attestato all’8,9 per cento, 0,2 punti in più rispetto al 2009. Cala, invece, la propensione al risparmio: secondo i dati diffusi dall’Istituto di via Cesare Balbo questa si è attestata al 12,1 per cento, registrando una diminuzione di 1,3 punti rispetto all’anno precedente.

A far calare il potere d’acquisto è soprattutto il prezzo della benzina, che fa segnare un nuovo record: questa mattina, secondo quanto riferito da Quotidiano Energia, i ritocchi ai prezzi raccomandati da parte di Shell (+1 centesimo di euro su benzina e diesel) e Tamoil (+0,5 centesimi) portano il prezzo della “verde” a sfiorare quota 1,584 euro al litro.

Il calo del potere d’acquisto è ritenuto “preoccupante” dal Codacons, soprattutto “se si considera che viene dopo il crollo del 3,1 per cento registrato nel 2009. Per quanto gravi e preoccupanti – si legge in una nota dell’associazione – i dati sono in realtà falsati. I pensionati, specie quelli al minimo, così come le famiglie a rischio di potvertà relativa hanno un’inflazione maggiore rispetto alla media delle famiglie italiane. Per loro il calo del potere d’acquisto è almeno doppio rispetto alla media nazionale”.

“I dati diffusi dall’Istat – sostengono Federconsumatori e Adusbef – non sorprendono: a diminuire sono anche i consumi nel settore alimentare, e questo andamento è la diretta conseguenza di una politica economica del tutto sbagliata ed irresponsabile”.

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