Quando si chiude la stalla

ministero-beni-culturaliROMA – Nel decreto legge n. 34 del 31 marzo scorso, quello per intenderci che ha rifinanziato il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) il ministro per i Beni e le Attività culturali stabilisce che in caso di mancata presentazione di candidature per l’esecuzione di lavori da parte di privati, la Soprintendenza può ricorrere a una trattativa privata per trovare ulteriori sponsor.

In particolare, si legge nella Gazzetta Ufficiale che per favorire l’apporto di risorse provenienti da soggetti privati per l’esecuzione dei lavori, dei servizi e delle forniture destinate alla manutenzione e alla conservazione dei beni culturali, anche mediante contratti di sponsorizzazione, “gli obblighi di pubblicità, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, si considerano assolti con la pubblicazione di un avviso pubblico nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e, ove occorrente, in quella dell’Unione europea, nonché su due quotidiani a diffusione nazionale, per almeno trenta giorni”.

“In caso di presentazione di una pluralità di proposte di sponsorizzazione – è detto nello stesso decreto – la Soprintendenza provvede ad assegnare a ciascun candidato gli specifici interventi, definendo le correlate modalità di valorizzazione del marchio o dell’immagine aziendale dello sponsor […] In caso di mancata o insufficiente presentazione di candidature, il Soprintendente può ricercare ulteriori sponsor, anche mediante trattativa privata”.

La nuova prescrizione legislativa non fa una piega. Ci si domanda soltanto perché allora il Ministero ha ritenuto opportuno fissare per legge ciò che aveva fatto un momento prima (vedi Colosseo-Della Valle) senza troppe formalità. Le risposte, a nostro avviso, possono essere soltanto due: o la procedura regolamentare precedentemente usata per il Colosseo era ritenuta inadeguata (e allora non la si sarebbe dovuta applicare al più importante contratto di sponsorizzazione in assoluto) oppure si è voluto agire deliberatamente prima che le cose diventassero troppo complicate. Tertium datur?

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