I buoni propositi dell’Amministrazione penitenziaria

CarcereVarato un documento programmatico con le azioni di indirizzo per migliorare la gestione dell’esecuzione penale

 

ROMA – Mentre alla Camera si discute un pacchetto di mozioni e interpellanze sul sovraffollamento nelle carceri italiane e il conseguente disagio sociale e funzionale, il capo del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, vara un documento programmatico con le azioni di indirizzo per migliorare la gestione dell’esecuzione penale.

La gravità della situazione infatti emerge dalle nude cifre comunicate dalla stessa amministrazione: a fine febbraio scorso risultavano presenti negli istituti penitenziari italiani 67.615 detenuti, circa un terzo in più della capienza regolare, dei quali 682 sottoposti al regime speciale del  41 bis, 8.608 inseriti nei circuiti di alta sicurezza, 1.714 internati, 14.388  imputati in attesa del primo giudizio e 9.800 detenuti con un residuo di pena inferiore ad un anno. Anche gli eventi verificatisi recentemente, come l’evasione di tre detenuti dall’Istituto penitenziario di alta sicurezza di Voghera, o le aggressioni al personale di polizia penitenziaria nel carcere di Bergamo, o i frequenti episodi di auto ed etero aggressione – denuncia il capo del Dap – “sono sintomatici di un clima che necessita di interventi decisi ed efficaci che facciano sentire la presenza fattiva dell’Amministrazione penitenziaria, per tendere al superamento della fase transitoria ed iniziare un percorso di stabilizzazione”.

Il Piano straordinario penitenziario – si legge nello stesso documento – fondato sui tre pilastri dell’aumento della capienza delle strutture, dell’incremento della dotazione organica del personale di polizia penitenziaria di 1611 unità e dell’estensione delle misure alternative alla detenzione, ha comportato significativi effetti positivi, ma necessita adesso di una programmazione più strutturata che coinvolga l’intero sistema.

Secondo il direttore Ionta, dall’osservazione della realtà carceraria deriva innanzitutto la necessità di rivedere la classificazione degli istituti penitenziari e migliorarne il funzionamento, garantendo sia “elevati livelli di sicurezza” per l’applicazione dei regimi speciali di detenzione, sia “elevati livelli di trattamento” per la realizzazione di programmi ad hoc per le diverse tipologie di detenuti, con particolare attenzione per coloro che si avvicinano al rilascio per fine pena o per accedere ad una misura alternativa alla detenzione. Emerge infatti che sono n. 16.018 i condannati in misura alternativa alla detenzione, n. 2.040 in libertà vigilata, n. 106 in libertà controllata, mentre sono n. 1.622 i detenuti che hanno fruito della legge 199/2010. In tale direzione vanno rinvigoriti gli interventi di inclusione socio-lavorativa da parte delle Regioni, degli enti locali, del terzo settore, del volontariato, nonché dell’imprenditoria e delle cooperative sociali.

Per procedere all’elaborazione di proposte organizzative studiate per il superamento delle attuali criticità, il direttore del Dipartimento propone di istituire gruppi di lavoro ad hoc su specifiche tematiche, quali la riorganizzazione del Corpo di polizia penitenziaria, la formulazione di programmi di trattamento per categorie omogenee di soggetti in esecuzione penale, la riforma della disciplina delle misure alternative alla detenzione e la riforma della contabilità carceraria.

Il documento dell’amministrazione si conclude segnalando l’importanza della relazione al Parlamento che dovrà essere effettuata entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge 199/2010, pubblicata il 1° dicembre dello scorso anno, in merito all’andamento della situazione di emergenza in ambito penitenziario ed alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo di polizia penitenziaria e del personale civile del Dap. “In tale occasione – conclude Ionta –  rappresenterò le esigenze emerse dalle analisi effettuate dai gruppi di lavoro per migliorare l’organizzazione del Corpo di polizia penitenziaria e dell’Amministrazione penitenziaria nel suo complesso, e presenterò proposte di riforma per migliorare la disciplina esistente in materia di esecuzione penale esterna”. Gli agenti della polizia penitenziaria, i detenuti, i familiari, i magistrati di sorveglianza aspettano fiduciosi.

(Nerina Stolfi)

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