Le anime del Pdl sono in gran fermento

scajolaLe Fondazioni che ruotano attorno al Partito mettono a punto le strategie per il dopo-amministrative. Si discute sull’ipotesi Alfano

 

“LAVORARE PER UNIRE”
Superato lo scoglio del voto sul processo breve e mantenuti gli impegni presi, le Fondazioni che ruotano intorno al Popolo della Libertà si riuniscono attorno a diversi tavoli (soprattutto conviviali) per mettere a punto le strategie del dopo-elezioni amministrative, anche alla luce degli annunci fatti da Silvio Berlusconi nelle ultime ore. Il leit-motiv di queste riunioni separate è identico: lavorare per unire, non per dividere e soprattutto portare acqua al mulino del Capo.

“DOVE C’È PARTECIPAZIONE C’È ANCHE VITALITÀ”
Gli scajoliani che fanno capo alla fondazione Cristoforo Colombo si sono riuniti a cena con l’ex-ministro dello Sviluppo Economico. “Nessuno vuole fare divisioni, ma quello che serve è un’unità di intenti e contenuti da parte di tutte le anime del partito”, ha detto Claudio Scajola nel corso della serata conviviale. “Sciaboletta” ha sottolineato come ognuno debba dare il proprio contributo per rendere il Pdl più forte e coeso e in cui ci siano spazi di confronto fra tutti. “L’obiettivo – ha sottolineato ancora Scajola ai suoi – è quello di rendere il Partito sempre più unito a sostegno di Berlusconi. “Là dove c’è partecipazione c’è anche vitalità”, gli ha fatto eco l’ex-ministro della Difesa Antonio Martino che ha poi posto l’accento sul compito delle varie fondazioni che orbitano nella galassia del centrodestra: ”Devono essere uno strumento propositivo e di aggregazione, non contro ma a favore del Cavaliere”.

ALEMANNO: L’IPOTESI ALFANO CANDIDATO PREMIER È SOLO UNO SCENARIO
Anche il sindaco di Roma ha riunito la sua fondazione “Nuova Italia” per una cena di raccolta fondi. Gianni Alemanno ha subito puntualizzato che l’ipotesi Alfano candidato premier è solo uno dei tanti scenari aperti e con l’occasione ha rilanciato sulla necessità di un passaggio congressuale per il Pdl. “Oggi – ha detto – tutti gli scenari sono aperti e bisogna fare una riflessione dentro il partito. Personalmente credo che si debbano tenere prima i congressi locali e poi un grande congresso nazionale entro la fine della legislatura. In quel congresso si dovranno indicare le prospettive per il Pdl”. Il sindaco di Roma ha sottolineato che il lavoro della sua fondazione è al servizio dell’unità del Partito e ha aggiunto che a suo parere le divisioni emerse nelle ultime settimane dentro il Popolo della Libertà “sono l’effetto della mancanza dei congressi: se non c’è un luogo di confronto democratico in cui si seleziona la classe dirigente è inevitabile che ci sia la tendenza a una deriva verso la creazione di tanti gruppi più o meno chiusi in se stessi”.

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