“No al pessimismo”. Il Pigneto si dà all’arte contemporanea

Reload

Nello storico quartiere romano un progetto innovativo che cerca di opporsi al pessimismo dilagante offrendo una valida alternativa

 

ROMA – La Capitale prova a cercare alternative alla cronica mancanza di finanziamenti alla cultura, endemici ma arrivati oggi alle estreme conseguenze, con i musei in profonda crisi e con difficoltà nelle programmazioni di un certo peso.

Merita una riflessione la nascita di un progetto chiamato Reload (in italiano “ricarica”) perché cerca di opporsi al pessimismo dilagante offrendo alternative in particolare nel campo dell’arte contemporanea. Non si tratta solo di uno spazio industriale riadattato per un uso diverso, e parliamo delle ex-officine automobilistiche di viale Ghisleri, nel quartiere del Pigneto, offerte dal proprietario Edoardo Rosati ad un artista, Gian Maria Tosatti, per realizzare una mostra, operazione che ha avuto fortuna già in altri tempi, ma di una operazione più ambiziosa: un “prototipo di intervento urbano”.

Per circa due mesi, infatti, nove giovani curatori si sono alternati a quattro associazioni non profit, a performance, a tavole rotonde proponendo un nuovo modo di fare eventi, di creare occasioni per cimentarsi su tematiche e modalità inusuali, soprattutto cercando alternative alla spasmodica ricerca di “sponsor” che ha caratterizzato il recente periodo. Mostre a basso costo, curatori e artisti giovani in cerca di sperimentarsi, un quartiere che li ha accolti con curiosità e un modo di “ricaricare” un sistema con proposte innovative.

Se poi alcuni dei protagonisti scompariranno in un breve periodo, non importa; fondamentale è che sia nato un luogo dove cimentarsi, mettersi alla prova solo con la forza delle proprie idee, della personale fantasia. Fra gli altri, citiamo il progetto di Alessandro Facente “In the long tunnel we are all live”, titolo che cita una frase dell’economista Keynes il quale sottolineava come per sopravvivere ad uno stato di crisi bisogna investire sulle risorse, quali esse siano, a disposizione. Quello che hanno fatto gli artisti invitati Alessandra Rosini, Mitzi Pederson, Gianni Politi e Tom Pnini, all’interno di un lungo tunnel.

(Maria Grazia Tolomeo)

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