Per papa Wojtyla attesi milioni di pellegrini

giovanni-paolo-iiIn arrivo un milione di pellegrini. E la macchina organizzativa, onerosa e complessa, è in pieno fermento

 

CITTÀ DEL VATICANO – Il primo maggio del Beato Wojtyla non vuole essere e non sarà un giorno di sfarzoso trionfalismo ecclesiale. Così appaiono sintonizzate con il cuore spirituale dell’evento le parole usate da Gianni Alemanno per raccontare come la città si sta preparando all’evento della beatificazione del Pontefice polacco: “Abbiamo aderito alla scelta del Vicariato e dell’Opera Romana Pellegrinaggi. L’omaggio di Roma Capitale a Papa Giovanni Paolo II – ha detto il sindaco martedì scorso – punterà sulla sobrietà, sulla semplicità, sull’economicità”.

Pur mettendo al bando tuttavia le esibizioni faraoniche, la macchina organizzativa che si è già messa in moto da tempo è onerosa e complessa. Saranno poco meno di 3.500 i volontari destinati all’accoglienza, mentre il traffico dei pullman che smisterà l’enorme flusso di pellegrini sarà parcheggiato in più di 5.000 siti appositamente predisposti in tutta la città. È lo stesso sindaco, d’altronde, a rivelare la stima dei costi: “L’onere complessivo delle celebrazioni sarà di circa 3,5 milioni di euro, di cui 2,6 per i servizi e 0,9 per l’accoglienza”. L’Opera Pellegrinaggi parteciperà alle spese con 500mila euro, mentre il resto lo metterà il Comune di Roma.

Il programma è denso di appuntamenti ed eventi. La tre giorni comincia la sera di sabato 30 maggio con la veglia di preghiera presieduta dal cardinal vicario Agostino Vallini al Circo Massimo. Raggiungerà il momento clou la domenica mattina con la messa di beatificazione celebrata da papa Ratzinger in piazza San Pietro dove, secondo le stime, dovrebbero concentrarsi più di 300mila persone (ma la previsione viene considerata da molti per difetto). Il giorno dopo, lunedì 2 maggio, il triduo wojtyliano si chiuderà con la messa di ringraziamento presieduta, sempre a San Pietro, dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Complessivamente, nell’arco dei tre giorni, i fedeli presenti ai diversi momenti liturgici e comunitari non dovrebbero superare il milione di presenze. Cifre ben lontane da quelle iperboliche sparate sui media nei mesi scorsi. Anche il numero sostenibile di pellegrini e turisti dovrebbe facilitare il lavoro della macchina organizzativa che ruoterà intorno a 35 punti di accoglienza sparsi in tutta la città e che vedrà il coinvolgimento, oltre che dei numerosi volontari, di tutte le strutture e il personale dell’Amministrazione capitolina.

Sobrietà e semplicità sono il contrario di sciatteria e approssimazione. Nelle loro giornate romane, pellegrini e turisti potranno godersi mostre, conferenze e concerti dedicati al Papa venuto “di un paese lontano”. Il programma degli eventi è consultabile sul sito web www.beatusjp2.comune.roma.it, e realizzato in collaborazione con Matrix Telecom.

Tra le altre manifestazioni, va segnalato il concerto-evento “Memoria e gratitudine” che si svolgerà il 2 maggio nella piazza del Campidoglio e ospiterà anche gli interventi-testimonianza del cardinale Stanislaw Dziwisz (segretario personale di Wojtyla), di Joaquin Navarro Valls (direttore della Sala Stampa della Santa Sede durante il pontificato di Giovanni Paolo II), dello storico Andrea Riccardi (fondatore della Comunità di Sant’Egidio) e di don Massimo Camisasca, iniziatore della fraternità sacerdotale San Carlo Borromeo, legata a Comunione e Liberazione.

(Gianni Valente)

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