“Todos caballeros” al Consiglio del Lazio

consiglio_regionaleSLIDERDagli incarichi multipli ai monogruppi fino ai movimenti creati ad hoc, c’è posto (e indennità) per tutti


ROMA
– Alla Regione Lazio sono tutti generali. Su 70 consiglieri 67 hanno anche altre indennità. Capogruppo, presidente di Commissione o vice: ce n’è per tutti. Del resto un incarico non si nega a nessuno.

Soltanto tre restano a mani vuote, almeno per ora: Rocco Berardo (lista Bonino), Angelo Miele (Lista Polverini) e Antonio Cicchetti (Pdl). Devono accontentarsi di 8 mila euro netti al mese, la paga base di un eletto alla Pisana.

Gli altri 67, invece, non solo arrotondano lo stipendio, ma hanno anche diritto all’auto blu e a una segreteria fino a 5 dipendenti.

Si tratta di un vero e proprio record. I conti sono presto fatti: la Regione Lazio ha 16 Commissioni permanenti (la Lombardia 8, tutti gli altri enti da 3 a 7) e 4 speciali, cioè in carica solo per la legislatura. Ogni Commissione ha un presidente, che porta a casa un’indennità di 1.600 euro al mese e che ha a disposizione un’auto blu nei giorni in cui è convocato l’organismo che presiede. Ma ogni Commissione ha anche due vicepresidenti, a ognuno dei quali vanno 800 euro al mese.

Poi ci sono, ovviamente, i capigruppo dei partiti rappresentati alla Pisana, cioè 16. Alcuni sono “solitari”, generali privi di truppa: 7. Tra questi ci sono anche capigruppo di movimenti che non si sono presentati nemmeno alle elezioni regionali, come Fli, Api e Mpa. Creati “in laboratorio” ma non per questo meno costosi degli altri. Todos caballeros. Ma, almeno per i capigruppo, niente auto blu, “soltanto” un’indennità di 1.500 euro al mese.

La lista delle poltrone non è finita. C’è ovviamente l’ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa: il presidente, due vice e tre consiglieri segretari. Calcolatrice alla mano si arriva a un risultato bizzarro: 82 incarichi retribuiti per 67 consiglieri. E sì perché ci sono rappresentanti laziali che hanno anche il triplo incarico: consigliere, capogruppo e presidente di Commissione o vice.

Ma la politica laziale non ha soltanto moltiplicato le poltrone. Sembrerà strano ma nell’ultimo anno la Pisana ha tagliato spese rilevanti, come il contratto di locazione della sede in centro storico (350 mila euro l’anno), una quindicina di auto blu e alcune direzioni ed aree della struttura amministrativa.

Tuttavia la vera scommessa comincia ora. Tra poche settimane l’Aula discuterà una proposta di legge che prevede il taglio delle Commissioni permanenti da 16 a 10. Del resto tante materie possono essere accorpate senza colpo ferire. Poi sarà la volta dei monogruppi, i partiti formati da un unico consigliere.

Al Lazio costano parecchio: ogni capo di se stesso può assumere 5 dipendenti, tra cui un addetto stampa. Ma il nuovo regolamento li inviterà a sistemarsi nel gruppo misto, come accade alla Camera dei deputati per i gruppi che abbiano meno di 10 rappresentanti.

Alla Pisana ne discuteranno e non è escluso che i consiglieri del Lazio riusciranno nel miracolo.           

(Alberto Di Majo)

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