I ras della sanità laziale in lotta con la Regione

giampaolo-angelucci-sliderAvviso di mobilità per 1.431 lavoratori del Gruppo Angelucci: la Pisana ha bloccato i pagamenti 2008-2010

 

ROMA – Quando sembrava che l’accordo fosse a portata di mano, la vertenza che oppone il gruppo San Raffaele della famiglia Angelucci alla Regione Lazio si è improvvisamente riaccesa e rischia ora di precipitare. È stata infatti notificata alle organizzazioni sindacali la messa in mobilità di 1.431 lavoratori del Gruppo per le difficoltà economico-finanziarie rivendicate nei confronti della Regione a causa del mancato pagamento delle prestazioni 2008-2010 (secondo le stime Tosinvest pari a circa 150 milioni di euro, sulle quali pendono verifiche giudiziarie). A fronte della richiesta di un anticipo di 30 milioni, dalla Pisana ne sono stati offerti 11.

Ma non sarebbe questo l’unico motivo della contesa. Al credito infatti si aggiungerebbero gli effetti del recente decreto commissariale che stabilisce l’obbligo per tutte le strutture socio-sanitarie convenzionate di adattarsi agli standard strutturali e organizzativi dei presidi pubblici. Si intuiscono quali possono essere i riflessi in termini di posti letto e di rimborso delle degenze per un gruppo che impiega 3.180 lavoratori e assiste 2.283 pazienti degenti (più gli assistiti in day hospital) in 17 case di cura nel Lazio che prestano servizio di riabilitazione, Rsa e lungodegenza.

Per avere un’idea del giro d’affari degli Angelucci nella sola Regione Lazio bisogna considerare che un posto letto Rsa costa 110 euro al giorno, rimborsati al 50 per cento dal Servizio sanitario regionale, mentre un posto di riabiliazione ne costa 270 e di lungodegenza 170 (rimborsati al 100 per cento). Proprio per questo meccanismo sul San Raffaele pende un’inchiesta della Procura di Velletri (il Pm ha notificato agli Angelucci l’avviso di chiusura delle indagini) e della Corte dei Conti per una presunta maxi-truffa ai danni del Servizio sanitario su prestazioni mai effettuate o erogate in misura inferiore a quanto dichiarato. Per questo la Regione finora non ha liquidato i circa 150 milioni di euro che il Gruppo rivendica nei confronti per il pagamento delle prestazioni 2008-2010. 

Le posizioni dunque al momento appaiono assai distanti, mentre da oggi partono le mobilità per medici, biologi, infermieri, tecnici e assistenti che lavorano nelle strutture della Pisana, del Portuense, di Velletri. Bisognerà aspettare i risultati dei tavoli tecnici (e giudiziari) tra la Regione e il San Raffaele, mentre pazienti e lavoratori auspicano che non vi siano strumentalizzazioni o colpi di mano da parte di nessuno dei contraenti.

(Nerina Stolfi)

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