Il buco nero della Rai, crollano gli abbonati

cavallo-rai-sliderMinistero dell’Economia e Corte dei Conti: situazione economica drammatica. Viale Mazzini: dati scorretti

 

ROMA – Non c’è pace per gli amministratori della Rai. Prima l’allarme della Corte dei Conti sui costi che “vanno assolutamente tagliati”; poi la nuova batosta con il ministero dell’Economia che certifica entrate del canone diminuite di oltre il 37,5 per cento.

Secondo i dati diffusi proprio questa mattina dal Dipartimento delle Finanze di via XX settembre, le entrate per l’imposta sui canoni di abbonamento alla radio e alla televisione, nel primo bimestre del 2011, sono letteralmente crollate: il ricavo è stato di “appena” 938 milioni di euro, con una riduzione di 562 milioni rispetto allo scorso anno. Un po’ come se un abbonato su tre quest’anno avesse deciso di non pagare il canone.

Sarà perché l’abbonamento alla televisione è una delle tasse “più odiate dagli italiani”, secondo le associazioni dei consumatori; sarà per gli abbonati sempre più delusi dalla scarsa qualità dell’offerta e dall’invasione della politica nelle scelte editoriali; sarà, ancora, perché secondo la Corte dei Conti la lotta all’evasione rende sempre meno, certo è che la “disaffezione” degli utenti nei riguardi del servizio pubblico continua a crescere.

Ma la Rai non ci sta e contesta i dati: “La raccolta del canone – si legge in un comunicato di viale Mazzini che rovescia il giudizio dell’azionista – nei due mesi di gennaio-febbraio 2011 ha avuto un incremento di oltre 15 milioni di euro rispetto al medesimo periodo dello stesso anno”.

Quello del canone è, effettivamente, un dato che non può essere sottovalutato, considerato che l’incidenza percentuale sul totale dei ricavi aziendali supera il 56 per cento (a fronte del 31 per cento della pubblicità). D’altronde l’evasione continua a viaggiare ai livelli massimi: basti pensare che a fine 2009 (gli ultimi dati risalgono a due anni fa) si attestava al 26,5 per cento. E, stando alle indiscrezioni sul preconsuntivo 2010, le entrate pubblicitarie non dovrebbero essere andate molto meglio.

La situazione economica dell’azienda televisiva di Stato, soprattutto alla luce della relazione della Corte dei Conti sul controllo degli esercizi 2008 e 2009, è impietosa. Per i magistrati contabili è “inderogabile” un taglio dei costi, soprattutto considerato “il persistente sbilancio negativo tra ricavi e costi, le cui ripercussioni sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della società stanno assumendo carattere strutturale e dimensioni preoccupanti, con una perdita di 79,9 milioni di euro nel 2009”.

In particolare, vengono messi in luce i continui risultati negativi nella riscossione del canone: dal 2005 il dato aggregato è risultato costantemente in disavanzo (221 milioni nel 2005, 296 milioni nel 2006, 159 milioni nel 2007, 335 milioni nel 2008, 337 milioni nel 2009) per un decifit complessivo certificato di 1.348 milioni di euro. Sempre nel biennio in esame le performance economico-finanziarie e patrimoniali hanno registrato un notevole peggioramento: si è passati dalla perdita di 4,8 milioni del 2007 alla perdita di 37 milioni per il 2008 e 79,9 milioni per il 2009.

E se viale Mazzini si difende spiegando che si sta affrontando un impegnativo piano di investimenti per l’adeguamento al digitale terrestre, il Pd attacca su tutta la linea: “La matematica è un’opinione a viale Mazzini o a via XX settembre? A fronte della incredibile discrepanza tra i dati è necessario fare chiarezza”.

Potrebbero interessarti anche