Le centrali a carbone dell’Enel interessano gli americani

torre_valdaliga_nord1Una delegazione dell’Epa visita le centrali di Civitavecchia e Brindisi. Motivo dell’interesse il recupero dei liquidi

Una delegazione della Environmental Protection Agency americana (Epa) è arrivata in Italia per visitare le centrali Enel di Torrevaldaliga nord e Brindisi. L’interesse per i sistemi ambientali utilizzati presso le centrali Enel nasce dall’importanza che la produzione di energia elettrica da carbone assume negli Stati Uniti.

La delegazione Epa è arrivata presso la centrale “Federico II” di Brindisi a inizio settimana con l’obiettivo di approfondire per quattro giorni il funzionamento del cristallizzatore (SEC) che permette il recupero dei liquidi di centrale riutilizzando le acque ed evitando il rilascio in mare.
La delegazione ha inoltre manifestato grande interesse per le modalità di utilizzo della tecnologia da parte di Enel.

Negli scorsi mesi l’impianto era stato oggetto di visita anche da parte dell’Energy Power Research Institute, una società no-profit statunitense che promuove progetti innovativi in campo energetico. In quell’occasione Paul Chu, un inviato del centro di ricerca americano, aveva dichiarato: “Riteniamo che questo sistema di trattamento delle acque sia il più avanzato che esista. Ma ciò che più mi ha impressionato è stato l’atteggiamento proattivo di Enel nello sviluppare un’applicazione così radicale per rispettare la severa normativa italiana”.
 La visita in centrale è stata anche occasione per visitare l’impianto di cattura della CO2 inaugurato pochi giorni fa alla presenza del commissario europeo per l’energia Oettinger, del ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e dell’Amministratore Delegato di Enel Fulvio Conti.

L’Epa è il principale ente di protezione ambientale degli Stati Uniti che ha tra i suoi compiti quello di mettere in atto le leggi emanate in favore della protezione ambientale. L’interesse americano per nostre le centrali a carbone nasce dalla conferma dell’amministrazione Obama all’utilizzo del combustibile come uno dei pilastri fondamentali del sistema energetico americano. Nel paese infatti sono presenti oltre 600 centrali a carbone per una capacità installata di più di 300.000 MW. Da qui l’importanza dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili a livello mondiale per una produzione sostenibile di energia elettrica. È per questo che sono state scelte due centrali italiane dotate di sistemi ambientali all’avanguardia sul piano internazionale per la quali è stato espresso massimo apprezzamento.

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