Andare in pensione alla Pisana? Meglio che vincere alla lotteria

Inps2Dopo una sola legislatura scatta già una pensione da 3.200 euro netti al mese, 5.100 alla seconda, 6.000 alla terza

ROMA – In pensione a 50 anni, cascasse il mondo. Basta essere eletti per una legislatura alla Regione Lazio. E’ meglio che vincere la lotteria, sicuramente più semplice. Sembrerà strano ma in tempi di ristrettezze economiche, di tagli agli investimenti e di allungamento dell’età pensionabile, alla Pisana i politici possono ancora contare su una norma approvata alcuni anni fa, che permette, appunto, di ottenere il vitalizio allo scoccare del 50° anno di età.

La legge già prevedeva che la pensione per i consiglieri del Lazio scattasse a 55 anni. Un privilegio, non c’è che dire, visto che il limite d’età per i comuni mortali è 65 anni. Ma i politici laziali ne sanno una più del diavolo e così, nella finanziaria regionale di quattro anni fa, hanno inserito e approvato una norma che consente l’accesso al vitalizio cinque anni prima. Unica condizione da accettare, un taglio del compenso del 5 per cento. Un “sacrificio” sopportabile, insomma. Anche perché il vitalizio a cui hanno diritto gli ex consiglieri è rilevante. Con una legislatura (cioè 5 anni) si portano a casa 3.200 euro netti al mese, con due 5.100 euro, con tre si superano i 6.000 euro netti al mese.

Una bella pensione, per giunta del tutto indipendente da eventuali altri redditi. Sì perché il vitalizio si percepisce anche se il politico cinquantenne continua a lavorare e, dunque, a guadagnare. Altro che il popolare win for life, la lotteria che per 20 anni dà un assegno di 4 mila euro al mese al vincitore. Qui basta essere eletti una volta in Consiglio regionale e il gioco è fatto. E se è vero che per conquistare uno scranno alla Pisana ci vogliono alcune migliaia di voti, ci sono sempre le eccezioni. Si può diventare consiglieri anche senza una preferenza. La legge elettorale del Lazio, infatti, prevede un listino (con tredici persone) collegato alla vittoria del candidato presidente. Una sorta di premio di maggioranza. E i “magnifici” tredici spesso sono il risultato di una spartizione da manuale Cencelli, candidati “in quota di” che senza fare un minuto di campagna elettorale si ritrovano nell’assemblea.
Se poi, al di là della pensione, si considera che un consigliere regionale del Lazio porta a casa 8 mila euro netti al mese di paga base, a cui vanno aggiunte indennità che variano da 800 a 1.800 euro al mese (per gli incarichi di capogruppo, presidente di Commissione o vice), allora non c’è dubbio: i miracoli esistono.

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