Il confronto-scontro tra Enac e Aeroporti di Roma

fiumicino-interno-sliderUn nulla di fatto l’incontro tra i due enti. Il nodo ancora da sciogliere riguarda le tariffe aeroportuali

 

ROMA – Un impegno a chiudere la trattativa entro la fine di aprile, per poi procedere alla firma dell’accordo di programma prima dell’estate: si è chiuso così con un sostanziale nulla di fatto l’incontro a Palazzo Chigi tra l’Enac, l’Ente nazionale per il Trasporto aereo civile, l’Alitalia e Aeroporti di Roma, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta e dei ministri dei Trasporti e dello Sviluppo economico.

Qualche indiscrezione in più arriva sul nodo delle tariffe aeroportuali che le compagnie aeree pagano agli aeroporti in base al numero dei passeggeri per usufruire dei servizi di scalo, che poi viene scaricata sui biglietti aerei. Secondo quanto emerso, gli aumenti – più volte richiesti dalle società – si dovrebbero attestare, per i passeggeri degli aeroporti romani, intorno ai 7-8 euro a passeggero. In tal modo sarà possibile finanziare investimenti per circa 1,2 miliardi, sbloccando così la riqualificazione immediata di Fiumicino e Ciampino. Questa tranche di aumenti tariffari riguarderà solo il biennio 2011-2012 e i relativi investimenti del periodo.

Ma i nodi da sciogliere, come ribadito all’incontro della scorsa settimana dal consigliere d’amministrazione di Adr Gianni Mion (tesoriere della famiglia Benetton che attraverso Gemina SpA controlla Aeroporti di Roma), restano la durata del periodo regolatorio e la previsione dell’indennizzo nel caso di revoca anticipata della concessione. Per un piano di investimenti di circa 400 milioni di euro l’anno per trent’anni, infatti, la concessionaria degli aeroporti romani chiede un quadro regolatorio blindato che consenta di accedere ai finanziamenti delle banche. Una soluzione del genere, che ricalca il teorema già visto per le autostrade, priverebbe l’amministrazione di qualsiasi discrezionalità negoziale. Dopo Pasqua comunque le parti torneranno al tavolo di mediazione della Presidenza del Consiglio, ma questa volta, come chiesto da Matteoli, la partecipazione sarà allargata anche a Regione e Provincia, diretti interessati allo sviluppo di Fiumicino e al piano di miglioramento infrastrutturale.

Se l’accordo di programma complessivo si dovesse chiudere entro giugno, come si sono impegnate a fare le parti, a gennaio del prossimo anno si tornerà al tavolo per discutere nuovi aumenti tariffari e relativi investimenti. E sarà in questa sede che verrà valutato l’ambizioso piano di sviluppo a medio e lungo termine degli Aeroporti di Roma. In una prima fase gli interventi riguarderanno l’attuale area aeroportuale, con il potenziamento dei piazzali di sosta degli aeromobili, l’ampliamento del sistema aerostazioni e la realizzazione del Molo C..

A partire invece dal 2015 si procederà all’acquisizione di nuovi terreni (in gran parte di proprietà degli stessi Benetton), all’espansione verso nord dello scalo e alla realizzazione del progetto per Fiumicino 2 per il quale, allo stato attuale, sono stati mossi solo i primi passi con l’assegnazione del masterplan alla società inglese Scott Wilson. L’ambizioso progetto punta a ridisegnare completamente l’aeroporto, raddoppiandone la superficie e trasformando Fiumicino nel principale hub di riferimento dell’intero bacino mediterraneo.

(Michele Sensini)

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