In dirittura d’arrivo le nomine all’Auditorium

Auditorium

Dopo l’approvazione del bilancio, comincia l’attesa procedura di rinnovo del Cda. Il toto nomine sull’Ad

 

 

ROMA – È cominciato il toto-nomine all’Auditorium e di conseguenza ha ripreso fiato il fuoco di sbarramento di alcuni settori, minoritari, dell’attuale maggioranza per un “segno di cambiamento e di discontinuità nelle politiche culturali rispetto alle precedenti amministrazioni”, come sostiene il deputato romano del Pdl Marco Marsilio.

L’offensiva giunge a pochi giorni dall’approvazione del bilancio 2010 della Fondazione Musica per Roma che ha mostrato risultati di tutto rispetto: il numero di spettatori è aumentato in un anno del 34 per cento, raggiungendo le 517mila presenze (che sommate a quelle di Santa Cecilia supererebbero abbondantemente il milione); il valore della produzione ha raggiunto i 29,8 milioni, con una percentuale record del 67,3 per cento di autofinanziamento; sono stati prodotti 614 spettacoli, per un fattore di utilizzazione delle strutture che ha sfiorato l’80 per cento.

Un simile bilancio non poteva che riscuotere il consenso unanime dei decision maker della capitale, a cominciare dal sindaco Alemanno che ha giudicato l’Auditorium “un esempio di imprenditoria culturale che unisce alti valori artistici a risultati economici significativi”. Il presidente della Fondazione, Aurelio Regina, ha parlato di “un gioiello della città sia dal punto di vista strutturale che gestionale”, mentre il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, ha auspicato che il nuovo consiglio di amministrazione prosegua il lavoro realizzato con successo in questi anni.

Si è intanto messo mano al rinnovo del Cda con le prime designazioni espresse dalla Camera di commercio, uno dei soci fondatori dell’Auditorium: il vicepresidente in pectore Francesco Gaetano Caltagirone e i consiglieri Franco Bernabè, Guido Fabiani e Luigi Abete. Anche la nomina del rappresentante della Provincia, l’amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra, fa sperare in un profilo alto e competente del nuovo organismo. Adesso si attendono ad horas i sette rappresentanti del Comune e quello della Regione. Fino a questo momento Romacapitale.net non è riuscita a rompere il muro di riserbo che circonda le nomine.

Ma la partita vera si gioca sulla poltrona dell’amministratore delegato, attualmente occupata dall’economista Carlo Fuortes. La sua conferma non è in dubbio visti i risultati della sua gestione, né i suoi poteri verranno ridimensionati dall’annunciato comitato scientifico di imminente costituzione. In un paese normale che dice di fare del merito il driver delle proprie scelte questa dovrebbe essere la regola. Ma questo non è un paese normale e allora c’è sempre un pierino che ci prova invocando altri obiettivi e non meglio specificati valori. Sono quelli che Francesco Saverio Nitti chiamava i “qualcosisti” che non sanno che fare, ma reclamano a gran voce che si faccia qualcosa.

 

 


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