Fine ingloriosa della candidatura di Sgarbi a Venezia

SgarbiIl neo ministro del Mibac, Galan, ha detto no alla nomina del critico alla Sovrintendenza del polo museale di Venezia

 

ROMA – Alla fine Vittorio Sgarbi non sarà il Sovrintendente al polo museale speciale di Venezia. Dopo 48 ore di sofferta incertezza, dilaniato tra le pressioni della presidenza del Consiglio da un lato e il rispetto della normativa vigente dall’altro, il ministro per i beni e le attività culturali, Giancarlo Galan, ha dovuto prendere atto che non esistevano le condizioni per affidare l’incarico al critico di Ferrara. “Sono certo – dice il ministro in una lettera personale a Sgarbi – che in cuor tuo sai che la scelta compiuta dall’Amministrazione è l’unica percorribile, se si vogliono evitare ulteriori ritardi e contenziosi che in questo momento, francamente, non gioverebbero a nessuno”.

Si conclude così il tormentone della Sovrintendenza veneziana avviato nel maggio 2010 dal ministro pro tempore Sandro Bondi che si era incaponito a voler nominare Vittorio Sgarbi a quel posto prestigioso. Fino a quel tempo a dirigere realtà storiche e artistiche così importanti erano state chiamate nel tempo delle vere eccellenze, riconosciute a livello nazionale ed internazionale nel campo dell’archeologia e della storia dell’arte, come Adriano La Regina, Piero Guzzo, Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Caterina Bon Valsassina ed altri. L’autorevolezza di quei personaggi era stata “certificata” non solo dalla loro chiara fama, ma anche dal rispetto delle regole nelle procedure di nomina.

Questa “buona pratica” sta venendo meno da un pò di tempo a questa parte poiché, in maniera bipartisan, diversi ministri dei Beni Culturali hanno nominato funzionari che non avevano superato concorsi a Soprintendenti o Direttori regionali. Ma il culmine si è raggiunto con la tentata nomina di Sgarbi su cui Bondi è arrivato a sfidare l’universo mondo nonostante la mancanza dei requisiti prescritti dal decreto legislativo 165/2011, anche nella riformulazione voluta dal Ministro Brunetta.

D’altronde la mancanza dei requisiti da parte del critico di Ferrara è stata “certificata” non una ma sei volte dai magistrati della Corte dei Conti che in apposite delibere hanno scritto che “non appare comprensibile l’operato del Mibac che, discostandosi dalla procedura seguita e dai risultati conseguiti, ha attribuito l’incarico a Sgarbi e allo stato il provvedimento appare privo del presupposto indispensabile dettato dalla legge per attribuire l’incarico a personale non dirigente dei ruoli dell’amministrazione medesima”.

Il ping pong con la Corte dei Conti è durato a lungo tanto che il Mibac, per tentare di aggirare l’ostacolo, a un certo punto, dopo la prima bocciatura, ha pensato di “ eliminare “ i concorrenti in lizza, quali i Soprintendenti Fabrizio Magani e Isabella Lapi Ballerini, promuovendoli a Direttori regionali dell’Abruzzo e della Puglia. Ma nonostante la promozione dei due concorrenti, al Ministero avevano di fatto nascosto la domanda di un terzo candidato per Venezia, il Soprintendente di Lecce Fabrizio Vona.

Il Mibac avrebbe potuto chiudere tutta la vicenda di Venezia già nell’autunno scorso ed invece ha continuato a nominare Sgarbi sino a quando la Corte dei Conti con un’ulteriore deliberazione della Sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle Amministrazioni pubbliche, il 10 febbraio scorso ha bocciato definitivamente l’ennesima nomina riaffermando il principio cardine in base al quale solo nell’ipotesi in cui la procedura selettiva indetta dal Mibac per la ricerca del Soprintendente di Venezia “si concludesse con esito negativo (con l’accertamento che nessun dirigente presente attualmente nei ruoli degli storici dell’arte possa ritenersi idoneo), sarebbe possibile per l’Amministrazione procedere alla nomina di un esterno”.

A questo punto Il Ministero aveva di fronte a sè due strade, nominare Fabrizio Vona, vale a dire il Soprintendente che era rimasto in pista dopo la “promozione interessata” degli altri due candidati, oppure fare un altro bando. Ha scelto, sbagliando, questa seconda strada, con l’esito che ieri si è materializzato.

Nel frattempo altri candidati hanno presentato domanda per Venezia. Sono Mario Scalini, soprintendente a Pisa, Giorgio Rossini (Genova), Stefano Casciu (Torino), Giovanna Damiani (Parma con interim per Venezia), Fabrizio Vona (Lecce) e Giovanna Bertoldo (preside di un liceo romano). Tra loro adesso Galan è chiamato a scegliere il nuovo responsabile della Sovrintendenza speciale di Venezia

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