Energia, il Commissario Ue bacchetta l’Italia

pannelli-solari-sliderRomacapitale.net pubblica la lettera con cui il Commissario europeo all’Energia “tira le orecchie” al ministro Romani

 

ROMA – Viene presentato questa mattina a Roma il “Quarto conto energia” con cui il Governo stabilisce i criteri per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica. Dopo lo shock di qualche settimana fa, quando un decreto del ministro per lo Sviluppo economico cambiò all’improvviso il sistema di incentivazione dei nuovi impianti mandando in tilt tutti i progetti di investimento. Ora il Governo, anche sotto la spinta della rinuncia al nucleare, corre ai ripari con una nuova disposizione, addirittura in anticipo sui tempi previsti.

documento-ueNon deve essere estranea a tanta sollecitudine la pressione esercitata dal commissario europeo per l’Energia, di cui pubblichiamo integralmente l’ultima “tirata d’orecchie” al Governo italiano. Il richiamo di Gunther Oettinger al rispetto degli impegni presi in tema di sviluppo delle energie rinnovabili, soprattutto in un momento come questo di crisi delle altre fonti energetiche, deve aver fatto un certo effetto nei palazzi romani se è vero che il sistema dei nuovi incentivi ha subito una forte accelerazione.

In particolare, si legge nella lettera indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, per raggiungere la quota del 17 per cento dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro il 2020, “è fondamentale che il governo italiano crei quanto prima un quadro interno d’incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando così il raggiungimento dell’obiettivo. Vorrei pertanto cortesemente invitarla a intraprendere ogni sforzo – così si conclude la missiva partita da Bruxelles – per attuare la direttiva in maniera stabile e prevedibile e di essere particolarmente cauto nel considerare misure che possano avere ripercussioni sugli investimenti già effettuati”. 

Nel decreto appena messo a punto, onde evitare il diluvio di domande che piovve sul Governo alla fine dell’anno scorso, si fissa per la prima volta nel periodo 31 maggio 2011 – 31 dicembre 2016 un tetto massimo di costi ammissibili stimato in 6-7 miliardi di euro, per una potenza installata di circa 23mila megawatt. Entro questi limiti, le tariffe di incentivazione per impianti fotovoltaici sugli edifici (per quelli su terreni agricoli ci sono forti limitazioni) che entreranno in servizio quest’anno saranno decrescenti all’aumentare della potenza installata e andranno da 0,274 euro per impianti fino a 3 kw a 0,148 per grandi installazioni oltre i 5 Mw. Queste tariffe saranno corrisposte per vent’anni all’investitore. Negli anni successivi le tariffe onnicomprensive si stabilizzeranno in un range compreso tra 0,23 per piccole potenze fino a 0,121 per i grandi impianti.

(Emanuele Stolfi)

 

 


 

IL DOCUMENTO: La “tirata d’orecchie” del commissario europeo per l’Energia Gunther Oettinger al Governo italiano

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