Francia-Italia, la partita si gioca in treno

frecciarossa-aperturaLa nuova scelta strategica del Piano d’impresa 2011-2015 ruota attorno alla crescita internazionale

 

ROMA – Nel piano di sviluppo delle Ferrovie dello Stato da qui al 2015 – illustrato dall’amministratore delegato ai suoi più stretti collaboratori, prima ancora che agli analisti – la nuova scelta strategica ruota intorno alla “crescita internazionale”. Infatti, dopo la liberalizzazione del mercato ferroviario italiano, a cui è seguita una pacifica “invasione” di imprese straniere soprattutto nel segmento del trasporto merci, è maturata la consapevolezza che per reggere la concorrenza dei colossi tedeschi di Db e francesi di Sncf a livello europeo l’unica via di “salvezza” per Fs sta nella possibilità di acquisire posizioni nei mercati profittevoli attraverso l’acquisizione di imprese locali.

E il gruppo italiano ha già cominciato a muoversi in questa direzione. Anzi è del 2005 l’acquisizione della maggioranza di TX Logistik, un’azienda tedesca attiva nel settore del trasporto merci non solo in Germania. Ma la vera accelerazione seguita al nuovo corso si è avuta quest’anno, con una serie di acquisizioni che hanno sorpreso i maggiori player. La prima mossa era stata l’acquisto di “Arriva Deutschland”, l’operatore privato tedesco leader nel trasporto regionale, che ha già cambiato nome in “Netinera”, con oltre 3.100 dipendenti e un fatturato che supera i 470 milioni di euro. Quasi contemporaneamente c’era stata la joint venture paritetica tra Trenitalia e la francese Veolia Transport nel segmento passeggeri sulla lunga percorrenza, sul regionale e sull’alta velocità. E poche settimane fa l’acquisto del restante pacchetto azionario di TX Logistik, divenuta così interamente italiana.

trasporto-ferroviario-europaLa progressione è stata così rapida che ci si comincia a domandare se Ferrovie dello Stato abbia la cultura, le competenze e soprattutto gli uomini (o le donne) per gestire un asset industriale outdoor che complessivamente comincia ad assumere proporzioni non marginali. Per esempio in Germania sono allo studio le possibili sinergie tra le due aziende partecipate e si è cominciato a parlare del management più indicato per la gestione (tra i nomi più gettonati si fa quello di Luisa Velardi, brillante dirigente del Gruppo).

In Francia invece è tutto un altro discorso. A parte la piccola partecipazione italiana in Veolia, il mercato ferroviario d’oltralpe resta un tabù per qualsiasi operatore, nonostante gli impegni di liberalizzazione assunti in sede europea. Di contro, l’aggressività delle imprese francesi – ben nota a Bulgari, a Parmalat, a Edison, solo per citare i casi più recenti – in campo ferroviario ha scelto il “cavallo di Troia” di Ntv, con cui Ferrovie dello Stato ha ingaggiato da mesi un durissimo braccio di ferro.

Prima ancora che il ministro Tremonti si decidesse a mettere le nostre imprese strategiche al riparo da colpi di mano stranieri (ma non è ancora detto che ci riesca), il Governo aveva emanato un decreto con cui si prescriveva che potevano ottenere la licenza nazionale per il trasporto passeggeri “le imprese che hanno sede legale in Italia e, qualora siano controllate da imprese aventi sede all’estero, nei limiti dei principi di reciprocità”. Basterà questa norma a risolvere la querelle tra Moretti e Cordero di Montezemolo? Pare assai improbabile. La guerra intanto continua.

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