Che fine farà quest’anno il RomaFictionFest?

roma-fiction-fest-sliderNonostante i successi, la Polverini e la Cciaa non hanno ancora confermato l’iniziativa per quest’anno

 

ROMA – Nel panorama festivaliero nazionale (in questo caso internazionale) si era affacciata una nuova iniziativa dedicata alla fiction: il RomaFictionFest, un’idea di Carlo Bixio, dell’Apt, l’associazione dei produttori televisivi, accolta con entusiasmo dall’allora presidente della Regione Lazio, che aveva delegato il segretario generale Francesco Gesualdi a realizzare il progetto.

Fu una intuizione felice perché si dava una ribalta al segmento dell’audiovisivo, che in questi ultimi anni ha generato un fatturato sempre crescente con importanti ricadute occupazionali sia per gli artisti che per le maestranze e che ha ricreato un rapporto saldo con il pubblico. Fino ad allora, infatti, la fiction era stata considerata un prodotto di serie B rispetto al cinema, nonostante sia proprio la fiction a trainare il sistema industriale.

Il RomaFictionFest si era collocato nella prima settimana di luglio e nelle quattro edizioni sin qui svolte ha sempre arricchito la sua offerta portando a contatto con gli appassionati le grandi star americane ed internazionali, insieme alle fiction di successo di casa nostra. Nelle ultime due edizioni inoltre si era consolidata anche una sezione “industry”, con lo scopo di facilitare il rapporto tra produttori internazionali finalizzato alle coproduzioni e alla vendita all’estero dei nostri prodotti.

Insomma nell’affollato calendario dei festival cinematografici (dove non mancano numerose duplicazioni e sovrapposizioni), il RomaFictionFest si era caratterizzato come una autentica novità capace di dare la giusta ribalta a un genere, erroneamente considerato minore, e di fungere da stimolo per la nostra produzione, forte negli ascolti ma più debole sulla qualità e sulla capacità di esportazione.

Intanto però Regione Lazio e Camera di commercio, che nel corso degli anni hanno fortemente sostenuto il progetto, non hanno ancora formalmente confermato l’iniziativa. Ci sono per ora solo generiche rassicurazioni, ma nulla più. Il rischio dunque è quello di ridimensionare, se non addirittura cancellare, una rassegna che si era caratterizzata come un momento di novità in un panorama asfittico, che tende a replicare percorsi già battuti. E in questo quadro preoccupa non poco l’annuncio della presidente Polverini che stanzia 3,5 milioni di euro per la nascente Fondazione Zeffirelli, senza sapere bene per fare che cosa e con quali programmi.

L’unica cosa certa per il momento è che sottrae risorse ad esperienze che in questi anni hanno lasciato un segno positivo e un apprezzamento da parte non solo degli addetti ai lavori, ma soprattutto di un pubblico di appassionati sempre più numeroso. C’è solo dunque da sperare che gli amministratori locali siano meno miopi del governo centrale e riescano a considerare questa industria come un asset importante della Regione, capace di rilanciare l’economia del territorio e l’occupazione.

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