Rimpasto in arrivo, ecco cosa bolle in pentola

palazzo-chigi-sliderA breve l’assetto governativo vedrà nuovi viceministri e sottosegretari. Responsabili in pole position

 

ROMA – È la ricetta più ricercata del momento. Non si tratta della colomba pasquale né di un dolce tipico abruzzese. Si tratta della formula che darà vita all’assetto governativo dei prossimi mesi, forse fino alla fine naturale della legislatura. È il famigerato rimpasto. Che avviene e prosegue a rate. Potrebbe essere questa la settimana giusta o forse, come qualcuno ipotizza, potrebbe slittare a dopo la discussione sul testamento biologico o addirittura dopo le amministrative.

Intanto i Responsabili diventano ogni giorno più nervosi. E anche se il segretario nazionale vicario del Pid Pippo Gianni si affretta a dire che il gruppo nato per sostenere il governo Berlusconi dopo il 14 dicembre 2010 è interessato a incidere nelle politiche del governo in tema di Sanità, Lavoro, Sviluppo e Infrastrutture, il capogruppo di Iniziativa Responsabili, Luciano Sardelli, in una lunga conferenza stampa – pur ribadendo come Gianni l’interesse ai contenuti – ci tiene a precisare che le idee camminano sulle gambe degli uomini e delle donne che le portano avanti.

Traducendo dalla poesia alla prosa: dateci le poltrone. Possibilmente in fretta. Sono previste le nomine di quattro o cinque sottosegretari “individuati” nell’area dei Responsabili che per questa ragione vengono chiamati “Disponibili” dai finiani, i primi ad aver cambiato schieramento in questa legislatura. Si fanno i nomi di Pionati, Cesario, Scilipoti, Polidori, ma potrebbero esserci sorprese in arrivo. E poi ci sono sempre i nomi dei tre viceministri. I due posti lasciati vuoti nell’auspicio che i finiani in dissenso da Italo Bocchino, ombra di Gianfranco Fini, rientrassero all’ovile pare possano essere messi in palio.

Infatti, Urso – che pure ribadisce la sua ferrea volontà di continuare a sostenere il centrodestra e di essere lontano anni luce dalla sinistra, ragion per cui su Milano voterà e farà votare Letizia Moratti a differenza dei finiani di ferro che sosterranno Pisapia – ha già fatto sapere di essere stato contattato dal premier e di avere già rifiutato il posto di ministro alle Politiche Comunitarie che il Cavaliere aveva tenuto libero all’uopo proprio per lui. Urso, che ha lanciato nei giorni scorsi il suo laboratorio politico “Fareitalia”, si propone invece di rifondare il centrodestra e di avviare un percorso riformista. A questo punto, nulla osta alla nomina dei viceministri. Annamaria Bernini allo Sviluppo Economico, con delega alle Comunicazioni; Calearo con delega al Commercio Estero e Misiti alla Protezione Civile.

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