Caccia ai furbetti delle rendite catastali

campo-fiori-sliderNel centro storico si pagano ancora rendite da cantina per sontuosi appartamenti. L’Agenzia del territorio indaga

 

ROMA – Già la legge finanziaria del 2005 prescriveva che nelle zone comunali dove “il valore medio di mercato si discosta significativamente dal corrispondente valore medio catastale”, i Comuni possono chiedere che l’Agenzia del territorio provveda alla revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in quelle zone della città.

Da allora non è successo pressoché nulla. Ora, nell’inerzia delle amministrazioni locali, l’Agenzia del territorio ha deciso di muoversi e si preannunciano tempi (fiscalmente) duri per i furbetti che fino ad oggi l’hanno fatta franca. Si parla ovviamente dei tanti, soprattutto nei centri storici, che continuano a pagare lo stesso canone (e di conseguenza anche l’Ici, l’Irpef, ecc.) di quando il loro immobile era un magazzino o una soffitta fatiscente, diventati nel frattempo uno show room o un fantastico superattico.

La prima mossa è stata quella di censire le microzone cittadine dove quei valori erano macroscopicamente distanti. I risultati di questo avvio a Roma si sono rivelati subito sensazionali: praticamente tutto il centro storico (più l’Appia Antica) gode di un regime catastale assolutamente anomalo. Sono 17 microzone con circa 235 mila unità immobiliari ed una rendita catastale attualmente applicata di più di 656 milioni di euro. Dalla tabella allegata si vede che il valore medio degli estimi risulta quattro o cinque volte inferiore al valore di mercato.

L’operazione di riclassificazione è appena iniziata e non sarà né semplice né breve. Si tratta infatti di predisporre innanzitutto la documentazione e le schede di ciascun fabbricato, per effettuare poi i sopralluoghi esterni ed eventualmente quelli interni, solo in caso di necessità. Il processo proseguirà con l’esame delle planimetrie, il nuovo classamento per ogni fabbricato e le relative simulazioni, per completarsi infine con la registrazione nella banca dati e le notifiche agli intestatari.

Secondo stime approssimate, alla fine della giostra al Comune di Roma arriveranno parecchi milioni di euro in più. Ci vorrà del tempo, ma l’offensiva perequativa del Catasto ormai è partita e indietro non si torna più.

Catasto

Questa è la tabella delle zone interessate

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