L’Antitrust fa le pulci a Rete Ferroviaria Italiana

grandi_navi_velociLa società del gruppo Fs ha operato direttamente in un mercato diverso dal suo core business

ROMA – La legge del 1990 parla chiaro: “Le imprese che gestiscono servizi di interesse economico generale, o operano in regime di monopolio, qualora intendano svolgere attività in mercati diversi da quelli loro affidati, devono operare mediante società separate”. E se decide di farlo deve dare preventiva comunicazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Ora succede che la società Rete Ferroviaria Italiana (RFI) del Gruppo Fs, sia entrata a far parte direttamente del Consorzio Metromare dello Stretto, costituito con la società Ustica Lines per partecipare alla gara indetta dal Ministero dei trasporti nel febbraio 2008 per l’affidamento di un servizio di trasporto marittimo veloce di passeggeri attraverso lo Stretto di Messina. Solo il 4 novembre 2010 RFI costituisce una società separata, la Bluferries, il cui oggetto sociale è proprio il trasporto marittimo passeggeri, e la fa subentrare al suo posto nel Consorzio. Peccato che nel frattempo dopo due anni il ministero dei Trasporti si ricorda di aggiudicare la gara il 13 gennaio 2010.

Formalmente RFI è in difetto avendo “iniziato ad operare direttamente nel mercato dei servizi di trasporto marittimo di persone, automezzi e merci sullo Stretto di Messina e solo in un secondo momento mediante la società separata Bluferries”, omettendo peraltro di comunicare preventivamente all’Antitrust la sua decisione. L’Authority dunque ha avviato un procedimento per la violazione delle procedure di legge e dovrà dimostrare che RFI non avrebbe potuto entrare a far parte di un Consorzio, ancorchè inoperante, e che aver costituito la società separata solo dopo l’aggiudicazione rappresenti una violazione di legge e non solo una prudente decisione assunta dopo che essa si sia resa necessaria.

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