L’ondata di pellegrini ha cominciato a muoversi

Papa_santoI primi arrivi in pullman e in aereo. Tutto è (quasi) pronto per l’accoglienza. Il problema della sicurezza

 

ROMA – E’ iniziato il count down per il grande afflusso di pellegrini e di turisti che domenica prossima invaderanno Roma per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II e per il grande concerto del 1° maggio. Le previsioni sull’affluenza – più che mai incerte in un duplice evento come questo –  parlano all’incirca di un milione di fedeli in Vaticano e 350 mila a piazza S. Giovanni. Cifre comunque da far perdere il sonno al cardinale vicario di Roma, al sindaco, al prefetto, al questore, alla protezione civile, insomma a tutti i responsabili dell’organizzazione e della sicurezza del “JPII day”.

Mobilitazione generale dunque di tutte le strutture cittadine, mentre molti dei romani non coinvolti nell’evento si preparano a trascorrere il weekend fuori porta. Né si può dar loro torto perché, pur ricordando l’eccezionale organizzazione dei funerali dello stesso Giovanni Paolo II, qualche contrattempo e molti disagi non sono affatto da escludere. A cominciare dal traffico che subirà cambiamenti traumatici: chiusura alla circolazione dei mezzi privati in una vasta area circostante S. Pietro e piazza S. Giovanni, 5.000 pullman in circolazione, tram e autobus con corse potenziate, navette di collegamento con il Circo Massimo per la veglia di preghiera di sabato.

Le informazioni ai visitatori non si può dire che mancheranno. Il Comune di Roma e l’Opera romana pellegrinaggi stanno facendo a gara sui rispettivi siti per orientare il pellegrino e il visitatore tra servizi, recapiti in caso di necessità, programmi e itinerari delle celebrazioni con le relative mappe, trasporti pubblici in città, mezzi per raggiungere Roma, eventi culturali e religiosi, accoglienza e servizi speciali per disabili e anziani. E ancora “sala stampa” virtuale per i giornalisti con la rassegna stampa internazionale sulla beatificazione, streaming e informazioni strategiche per l’evento.

Assistenza e accoglienza saranno garantite da volontari, da operatori multilingue, dal personale del Campidoglio e dai giovani del servizio civile. Grazie al supporto di Seicos (gruppo Finmeccanica) e Rps Consulting, sui luoghi di maggior affluenza saranno installati circa 40 totem touch screen, con guide per i pellegrini e informazioni pratiche (ricevibili anche su smartphone e simili).

Ma a tenere sulla corda gli organizzatori sono soprattutto i problemi della sicurezza. A parte i controlli agli accessi alla Città del Vaticano, assicurati dalla gendarmeria papalina, la Questura di Roma ha messo a punto un piano straordinario di interventi sul doppio versante della prevenzione e della vigilanza sul campo. All’arrivo all’aeroporto di Fiumicino, alla stazione Termini e al terminal di Civitavecchia i pellegrini saranno accolti da un cordone di polizia che con controlli a campione, segnalazioni Interpol e servizi di intelligence dovrebbe intercettare i sospetti o i malintenzionati. Tuttavia, per quanto severi, la rete dei controlli avrà inevitabili falle a cui si tenterà di sopperire con una presenza a tappeto di forze dell’ordine sul territorio.

C’è poi la battaglia delle aperture commerciali, combattuta tra la Confcommercio, che per bocca di Pambianchi si augura un’apertura alla grande “perché Roma deve saper offrire il maggior numero di servizi ai tanti turisti arrivati per assistere alla celebrazione”, e sindacati e Confesercenti che “con le strade del centro chiuse e il blocco delle auto” ritengono molto difficile andare a lavorare. In mezzo c’è pilatescamente il Comune che decreta l’apertura facoltativa dei negozi del centro.

E infine le manifestazioni culturali, con le due mostre “wojtyliane” in primo piano: “Karol il papa dei popoli”, allestita in piazza della Repubblica (in contemporanea con Cracovia) con foto dedicate al rapporto tra Giovanni Paolo II e Roma, e “All’Altare di Dio” ai Musei Capitolini (in coincidenza con Varsavia), con immagini, oggetti e video di una vita straordinaria.

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