Nuovo cda di Atac: ogni nome una garanzia

AtacDal presidente all’Ad al direttore generale. I nominati al vertice dell’azienda fanno felici un po’ tutti

 

ROMA – E finalmente arrivò la nuova squadra con il beneplacito di tutti. O quasi. Felici saranno le banche che tireranno per la giacchetta il neo presidente Francesco Carbonetti, ex Bankitalia, per avere indietro le centinaia di milioni di euro. Sicuri si sentiranno i fornitori, l’altra categoria che batte cassa, grazie a Carlo Tosti, nominato ad di Atac. Il manager è stato infatti responsabile marketing strategico della Project Automation, la società che possiede una quota nel raggruppamento di imprese che ha in appalto da Atac la semaforica. Soddisfatto anche il centro sinistra con la nomina a direttore generale di Antonio Cassano, molto vicino all’ex ad Gioacchino Gabbuti, entrato in Atac durante la giunta di centrosinistra. Compiaciuto anche l’Udc di Casini per l’imminente entrata nel Cda di Franco Cioffarelli.

Insomma tutti contenti tranne La Destra di Storace. Nella sua pagina Facebook infatti il leader Francesco Storace commenta amaro: “Per far dimenticare parentopoli, Alemanno ottiene il soccorso rosso dal Pd in cambio del direttore generale di Atac. È un’amministrazione al tramonto”.

Il compito che attende al nuovo trio non sarà facile. Far quadrare i conti della società quasi in bancarotta sarà uno sforzo da titani. Con 13 mila dipendenti l’azienda di trasporto pubblico della capitale ha debiti per milioni di euro. Escluso fino ad oggi l’aumento del biglietto per rientrare dal deficit, con il piano industriale in discussione, oggi nulla è più sicuro. Ad affermarlo lo stesso Alemanno durante la presentazione dei nuovi vertici: “Prima si deve fare il nuovo piano industriale, poi si parlerà del biglietto”.

Intanto si sono cominciati a limare i costi fissi. Il tetto massimo dello stipendio dell’amministratore delegato Carlo Tosti, sarà di 350mila euro lordi annui. “Allo stipendio verranno però aggiunti premi di produzione”, ha assicurato l’assessore al Bilancio del Comune, Carmine Lamanda. Il presidente invece afferma: “Guadagnerò 80mila euro. Ciò vuol dire che non lo faccio per soldi”.

Alemanno, chiudendo la conferenza stampa, ha detto che “in Italia i vertici delle aziende di mobilità prendono il doppio”. Qualcuno forse dovrebbe dirgli che però “quelle aziende hanno i conti che tornano”.

(Nerina Stolfi)

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