Farnesina, il mistero della mega sala stampa

piazzale-farnesina-sliderNonostante gli spazi adeguati, alcuni anni fa iniziò la costruzione di un enorme centro. Ora i lavori sono fermi

 

ROMA – Abitanti o ricercatori di parcheggio nell’area intorno al ministero degli Esteri da anni vedono spesso un vasto perimetro intorno al palazzone della Farnesina circondato da strisce di plastica gialle, genere scena del crimine dei film americani. Sarà per le partite di calcio allo stadio Olimpico, o in estate per i mega concerti? Niente affatto, si trattava dei lavori in corso all’interno della Farnesina per la realizzazione, con modalità di fatto secretate, di una struttura per un diverso spettacolo.

Si allestiva, in parte sottoterra in parte in superficie, una sorta di teatro, voluto dall’allora ed attuale presidente del Consiglio per la presidenza italiana del G8 all’inizio del 2009. Avrebbe dovuto fungere da mega sala stampa, ma destinata sopratutto ad ospitare grandi conferenze internazionali. La capienza doveva essere di almeno 800 posti e, considerate la peculiarità e il livello degli ospiti, con attrezzature e misure di sicurezza assolutamente eccezionali.

Ci si domanda se c’era davvero bisogno di quest’opera di regime. Fra i pochi eletti che man mano erano messi al corrente dei “lavori in corso” non mancavano le perplessità. In nessun Paese al mondo un ministero degli Esteri è dotato di una “sala stampa” di simili proporzioni. Le conversazioni con specialisti di politica estera, anche se arricchite di riprese televisive, di solito vivono di uditorio ben più ristretto. Del resto la Farnesina già possiede un suo modulo, di recente costruzione, per gli incontri con la stampa. Inoltre, le conferenze internazionali sono ospitate, nello stesso edificio, in una splendida sala all’uopo dedicata. Il tutto perfettamente integrato nel complesso monumentale degli anni Trenta, rivisitato nel 1950 per ospitare appunto il ministero che traslocava da Palazzo Chigi.

Ma c’è di più, al Ministero appartiene la prestigiosa Villa Madama sulla collinetta sovrastante, straordinario luogo di rappresentanza che da tempo svolge funzioni analoghe pure per la Presidenza del Consiglio (Craxi avrebbe voluto farne l’abitazione del capo del Governo). La villa rinascimentale, con terrazze e giardini degradanti sulla città, ricomprende saloni di eccelsa fattura artistica e di cubatura adeguata, del tutto idonei ad intrattenere i giornalisti, oltre ai leader del mondo, poiché vi sono locali di differenti dimensioni, configurabili per differenti occasioni.

Ma tant’è, lo schema “Grandi Eventi” per il fatidico 2009 doveva abbracciare anche la Farnesina. In seguito è accaduto di tutto. La scadenza del G8 era troppo prossima per un’opera di tale mole e si cominciava a pensare ad un termine successivo; intanto i costi lievitavano di giorno in giorno ed in piena crisi finanziaria, aggravata dal terremoto abruzzese; il vertice si spostava dalla Maddalena all’Aquila con oneri aggiuntivi. Il committente dei lavori, cioè il Governo, richiedeva un teatro di altezza maggiore rispetto al progetto, ricavabile soltanto con scavi più profondi che però si imbattevano in falde d’acqua (una sorpresa, a pochi metri dal Tevere?) e si scopriva che l’impianto elettrico doveva essere interamente rinnovato per sopportare nuovi carichi.

Alla fine si è deciso di lasciar perdere, in attesa di tempi migliori. Per il momento meglio tornare alla destinazione originaria dei luoghi, cioè garage e magazzini (non senza ulteriori spese). Soldi buttati dunque, ma sempre meno di quanti ne sarebbero occorsi per il suo completamento. E intanto la vecchia Villa di Raffaello continua ad affermare la sua secolare immagine e a guardare dall’alto, sorniona, i miseri tentativi di escluderla.

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