Ice, dopo il caos arriva Andreetta

Istituto_commercio_esteroDopo i continui tira e molla nominato il nuovo direttore generale. Una designazione che però non piace proprio a tutti

 

ROMA – Dopo il caos degli ultimi mesi, in un continuo tira e molla, finalmente si è giunti ad una conclusione e questa mattina il Cda dell’Istituto del Commercio Estero ha nominato Gabriele Andreetta nuovo direttore generale al posto di Massimo Mamberti il cui mandato era arrivato a scadenza e prorogato di nove giorni per cercare di trovare una soluzione.

La vicenda della scelta del nuovo direttore non è stata affatto semplice e sembrava non avere fine. All’inizio si pensava che la criticità fosse la riforma dell’Ice, che però è stata de facto accantonata. Successivamente era girata la voce che gli imprenditori milanesi volessero dire la loro su un istituto che ha come “utenti” proprio le zone produttive del nord. Infine, l’ultimo scoglio sembrava essere la volontà del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani di piazzare alla direzione generale un manager di provate qualità, per il quale, però, c’erano grandi risorse per lo stipendio.svilu

Il cda di questa mattina ha messo dunque la parola fine all’intricata vicenda, scegliendo il manager 49enne di Nizza Monferrato, Gabriele Andreetta. Il consigliere comunale del Pdl, nonché vicepresidente della Cassa di Risparmio di Asti, è un fedelissimo della parlamentare piedellina Maria Teresa Armosino, attualmente presidente della Provincia di Asti e tra gli elementi più influenti del centrodestra piemontese. La Armosino è infatti amica di lunga data e una dei più leali alleati politici dell’ex-ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. C’è chi sostiene quindi che la designazione del manager alla direzione generale dell’Istituto, sia un tentativo dei “Berluscones” per tenere buoni i tanti parlamentari e amministratori vicini all’ex ministro.

Non sono mancati però fino all’ultimo insidiosi ostacoli all’elezione di Andreetta. Il suo nome non era affatto gradito (anzi è stato osteggiato) dai vertici di Confindustria e dalla stesso CeiPiemonte, il centro estero di internazionalizzazione. Entrambi avrebbero voluto piazzare in quella strategica casella un loro uomo.

Il nuovo direttore generale si troverà ad affrontare i gravi problemi dell’Istituto che in questi ultimi anni ha subito pesanti tagli al bilancio e che si appresta ora a varare un bilancio di previsione per il 2012 con un disavanzo di oltre cinque milioni di euro, nonostante la progressiva erosione degli organici, la riduzione del personale all’estero e la contrazione delle attività fieristiche e promozionali. Palliativi, rispetto ai ben più radicali provvedimenti di ristrutturazione che sarebbero stati necessari per fronteggiare i limiti al budget imposti dai tagli del ministro dell’Economia.

Resta inoltre sul tappeto il tema della ristrutturazione della rete di uffici Ice all’estero, troppo sbilanciata nei mercati maturi, in primo luogo europei, rispetto ai grandi mercati emergenti, e quella dei sedici uffici in Italia. E più in generale la ridefinizione della mission dell’Istituto in un contesto profondamente cambiato.

Va infine ricordato che grazie alle dimissioni prima di Scajola e poi di Urso, per motivi diversi, il settore del commercio estero, fondamentale supporto alle quasi 200 mila imprese italiane esportatrici, è restato del tutto scoperto per mesi. Tanto da far apparire molto reale la sensazione di solitudine delle aziende italiane, come recentemente sottolineato dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

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